Cubasia

Giuseppe "Cubasia", Manager, Programmatore, Scrittore, Opinionista, attento ai problemi del lavoro e delle persone.

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L’annuncio per l’analista perfetto

February 5th, 2010 6 Comments

E’ passato oltre un anno da quanto ho scritto proprio su questa testata sul bravo Sistemista, ed ancora non mi è passata la passione di leggere gli spassosi annunci di lavoro che vedo comparire sui maggiori siti italiani di ricerca del personale.

Questo è un annuncio (vero) pubblicato da un’azienda italiana per un’analista funzionale.

La prima cosa che mi ha colpito dell’annuncio sono le competenze che questa persona deve possedere.

Praticamente nessuna.

Si richiede un diploma (di cosa non si sa), ma se volete potete anche avere una laurea, poi, pensando di aver chiesto troppo dalla vita, lo scrivente ha aggiunto, anche breve.

Ma laurea in cosa? Va bene in Egittologia, Botanica, in che cosa deve aver studiato e lavorato questa persona prima di buttare tutto alle ortiche e dedicarsi all’informatica? Mistero.

E che fine hanno fatto tutte le metodologie che esistono sul mercato, i sistemi operativi, i linguaggi di programmazione, i database, le certificazioni richieste che occupano mezza pagina degli annunci che appaiono all’estero? Mistero. Di esse nessuna traccia. Qui due sono le cose: o l’annuncio si pagava come i telegrammi un tanto a parola ed hanno pensato di risparmiare, oppure basterà essere passati per sbaglio da MediaWorld per improvvisarsi analista funzionale.

Un po’ perplesso continuo nella lettura.

Un terzo dell’annuncio elogia in maniera faraonica la società che lo emette, sedi di qua, sedi di là, importantissimi e numerosissimi clienti, etc, etc.

Va tutto bene, ma io comincio a domandarmi dove andrò a lavorare?

Per quale tra le 100 sedi che leggo qui state cercando una persona? Leggo e rileggo con attenzione ed anche qui non ne trovo traccia. Mistero.

Solo in alto a destra si fa riferimento alla regione, sarà forse quella la sede? E quale tra i 300 comuni che compongono la regione sarà la mia sede? Mistero.

La faccenda è sempre più misteriosa e nebulosa, non ero neanche arrivato a metà dell’annuncio e mi stavo già preparando al peggio.

E’ con vero piacere che arrivai a leggere le mansioni. Si ricerca un analista (Ma dai ?) per un prestigioso cliente (meno male, uno che paga bene ) per un progetto già in corso (e va beh, non sempre si può avere tutto). QUINDI … Quindi cosa? Quale premessa avete messo nella frase precedente che ora ve ne uscite con un QUINDI ?

Cominciavo a pensare che chi aveva messo quell’annuncio non fosse nel pieno delle sue facoltà quando ha iniziato a scrivere. Mentre leggevo mi ero accorto di provare un brivido perverso nell’incaponirmi nel capire il pensiero dello scrivente, speravo che arrivando alla fine dell’annuncio potessi capirci qualcosa di più di questo BLOB che da un mistero stava diventando un incubo.

Quindi i candidati devono aver maturato esperienze di analisti (meno male, pensavo cercaste idraulici) in ambiti progettuali anche complessi (e va bene, ma per quanto tempo e facente funzioni di cosa? Mistero), conoscenza delle metodologie di analisi (quali tra le 100 metodologie di analisi adotta il cliente, MISTERO ?) ed essere in grado di effettuare l’attività di revisione della progettazione tecnica/applicativa. (Forse qui lo scrivente intendeva la progettazione dell’architettura dei sistemi e dei moduli applicativi, ma temo che non lo sapremo mai, un altro mistero.

Altro elemento significativo (ah, perché fino ad adesso pensate di aver detto qualcosa di significativo?) è rappresentato dalla capacità di problem solving di tipo applicativo (meglio specificarlo APPLICATIVO, non vorrei si presentasse l’idraulico di prima).

Poi, qualora non aveste capito bene che cosa è il problem solving applicativo lo scrivente si lancia in un’azzardatissima definizione con doppio salto carpiato articolato all’indietro e capriola con avvitamento, mischiando la gestione dei requisiti utente con l’analisi dati e funzionale.

“ TRATTASI di ricerca, evidenziazione di requisiti non espressi dal cliente, analisi delle integrazioni applicative, etc.”. ETC, cosa ? Cosa ? Mistero.

Cavolo, ho pensato era andato cosi bene, poi ha voluto strafare. E’ proprio vero che “il di più viene dal maligno”.

Conclude l’annuncio la disponibilità immediata.

Per forza, penso, essendo il progetto già iniziato è evidente che stanno già nella …

La ricerca è per ambo i sessi e non una menzione sull’età, e questo devo dire che non è poco per un annuncio del genere.

Ho dovuto rileggere per bene l’annuncio, almeno tre o quattro volte per capire davvero che cosa volesse dire. Sono arrivato alla conclusione che si ricerchi una persona di cultura universitaria, una qualsiasi, non sono razzisti, anche se abitate vicino all’università va bene lo stesso, vi credono sulla parola, però dovete avere una preparazione paurosa in ambiti complessi su tutto di tutto e qualcosa di più perché in quell’etc etc credo si nascondano degli ortaggi mica male.

La legge dell’informatica dice anche che se ricercano personale a progetto già avanzato e con una certa qualifica è sintomo certo che vi sarà da sgobbare sodo.

Sgobbare non è qualcosa che può intimidire un informatico professionista, specie se la paga è buona, ma di che paga stiamo parlando?

Un ultimo paragrafo conclude l’annuncio ed inizia con un trionfante ed ottimista Offriamo.

“Contratto a progetto o partita iva. Prego specificare l’attuale paga base o retribuzione”.

Ma questi ci sono o ci fanno? Stanno cercando un professionista che lavori per loro in qualità di consulente e pretendono di sapere quanto è la paga base ? Parliamo prima di che tipo di lavoro vuoi e quale servizio ti occorre e poi ti dico quanto costa.

E’ come andare dal macellaio. Prego,mi da un chilo di fettine, quanto costano ? E sentirsi dire, quanti soldi ha in tasca lei ? Ma siamo impazziti!

Annunci simili cercano solo carne da macello, ragazzi da sfruttare oppure professionisti in difficoltà data la crisi, specie dopo il fallimento (o quasi) di grosse aziende IT.

E’ il mercato del lavoro che non c’è, la fine per tutti e le vicende degli ultimi giorni su Eutelia ce lo hanno dimostrato.

In questo mercato del lavoro l’IT occupa un posto rilevante, circa un milione di addetti, ma nessuna rappresentanza perché manca del tutto un’unione d’intenti.

Beh, vi informo che un sindacato cosi è il quinto in Italia e fa valere il suo punto di vista e mette in mostra i suoi rappresentanti, fate i vostri calcoli.

E’ chiaro che chi mette questi annunci ha solo interesse a far più profitto possibile, senza alcun rispetto né per la professionalità della persona, né per il cliente, come è altrettanto chiaro che finché le cose staranno cosi non ci sarà alcun modo di pretendere il giusto per il nostro lavoro.

Quanti annunci di contratti a progetto come questo occorrerà vedere prima che lo capiscano gli altri?

Mistero.

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Povere, Povere Donne

February 4th, 2010 2 Comments

Questo post si potrebbe chiamare, chi la fa l’aspetti, o per continuare nella saggezza popolare: hai voluto la bicicletta ed adesso pedala.

Per millenni, fino al 1950 circa, la la donna aveva un suo ruolo preciso: a casa a fare figli ed a mantenere lindo e pinto suo marito. Era completamente esclusa sia dalla società sia da questioni pratiche, senza accesso alla vita economica e culturale del paese. Di certo era un grande potenziale completamente inutilizzato, ma forse  non senza una ragione.
Allo Stato ed all’economia servivano uomini e quindi alle donne era stato dato il ruolo di “regina della casa”.

E’ chiaro che molti uomini meschini approfittarono di questa situazione per schiavizzare ed umiliare le donne,  pensando che questo loro impegno fosse indice d’inferiorità e questo porto quindi ad un moto di ribellione naturale.

L’avvento dell’elettronica e della chimica rese la forza delle braccia, l’unico fattore superiore che l’uomo ha nei confronti della donna, inutile. L’ingresso in campo economico e culturale della donna portò a quella che oggi chiamiamo “emancipazione”. Acquistando capacità di spesa le donne diventarono consumatori e quindi benemeriti benefattori della società.

Le “nuove donne” volevano dare un taglio netto al passato: se le mamme erano al servizio dei padri, loro sarebbero state solo al servizio di loro stesse.

Si può fuggire da tutto, ma non da se stessi, dice il detto. E cosi le nuove donne, raggiunta la trentina, dovettero fare i conti su due cose: da una parte il loro istinto a procreare ed il ticchettio dell’orologio biologico che scandisce la loro esistenza, da un’altra parte il fatto che se vogliono avere un casa “a misura di donna”, qualcuno che lavora in casa per questo ci deve essere. E di sicuro non possono aspettarsi collaborazione da un uomo su questo, per il semplice motivo che ad uomo interessa solo una casa pulita, il cibo in tavola e la TV. L’altro è considerato il superfluo che serve a Lei.

Ed in entrambe le cose dovevano fare i conti con i nuovi uomini. Questi nuovi uomini sono diversi dai vecchi, quelli per cui fare la spesa o da mangiare era cosiderato un disonore, sono uomini autonomi e che diversamente dai loro padri cercano un dialogo con la loro compagna, anche se conservano sempre le caratteristiche proprie di uomini: il cervello non si cambia,

Questi nuovi uomini hanno provato per circa un trentennio a dialogare con le nuove donne, ma se si nasce tondo, non si può morire quadrato. Benche nuove, queste donne rimangono donne. Il loro cervello è differente ed il loro comportamento è irrazionale. E mentre gli uomini cercano il dialogo, loro procedono dritte nella loro strada secondo il paradosso per cui se avete scelto di stare con lei, allora avete scelto di Ubbidirle ciecamente e di seguirla in qualsiasi pazzia lei abbia deciso. E’ chiaro che in queste condizioni il dialogo se ne va a farsi benedire.

L’irrazionalità femminile le spinge a comprare creme miracolose per la pelle e per la cellulite, senza neanche farsi sfiorare dalla necessità di una migliore alimentazione e di una maggiore attività fisica.

Non esiste la pillola per dimagrire, ma spendono fortune per cure miracolose . IMHO, meglio farsi il bagno nell’acqua di Lourdes e sperare nel miracolo che prendere una simile pillola e sperare di svegliarsi taglia 42, si hanno più possibilità.

Ed ovviamente spendono fortune in brutti vestiti . E’ scientificamente provato che la maggior parte delle donne compra vestiti che a loro non stanno bene, ma che hanno visto che stanno benissimo sul manichino (taglia 42).

Insomma, le giovani donne pensano che sposarsi sia continuare la vita di prima, solo che ci si diverte di più in due. Follia, lo sanno tutti che sposarsi significa risolvere in due i problemi che da solo non avresti. E’ lasciare un mondo per apprezzare i vantaggi di un altro, ma per capirlo occorrerebbe un po’ di maturità.

E’ la cosa più dura del mondo convivere con una persona dell’altro sesso, proprio perchè è un mondo completamente differente i cui valori sono per noi sconosciuti. Occorre tanta pazienza e maturità per farlo e questo le giovani donne l’hanno persa.

Il fenomeno sociale per questi motivi è scoppiato come evidenzia l’analisi dell’Eurispe.

Se l’Italia non è ai livelli europei è solo perchè la Chiesa fa pressioni al parlamento per impedire il divorzio immediatamento ed un sano patto pre-matrimoniale. Ma questo è un altro discorso.

Questa è la situazione che ora si sta rivoltando contro le povere, povere donne.

Esiste una nuova generazione di nuovi uomini. Sono i figli dei padri separati, divorziati, oppure quelli che hanno visto come finisce un matrimonio nelle grandi città . Questi nuovi uomini di sposarsi e farsi schiavizzare da una donna non ci pensano neanche lontanamente. Nessuno di questi ragazzi pensa al matrimonio. Il matrimonio serve per dare soldi alla moglie e rovinarsi.

Ecco che perciò sta maturando una classe di uomini che hanno casa propria e che ospitano la compagna di turno.

Qualora poi ci fosse un figlio, si accollano la metà della spesa di mantenimento dello stesso e basta.

Questo ha tagliato le gambe alle povere donne. Nessuna sicurezza, nessuna stabilità emotiva. Ogni giorno è un esame, ogni giorno non sanno se gli hanno cambiato la serratura di casa  e troverà le valigie fuori dalla porta.

Una generazione di donne che sa preparare solo i 4 salti in padella e che ha la donna di servizio da una vita è subito tagliata fuori, un’ altra si arrabbatta e si castra perchè non ci si ritrova proprio a comportarsi cosi.

Il fenomeno è comune nel mondo ed è normale che lo sia perchè sempre di uomini e donne parliamo.

E’ chiaro che cosi non se ne esce e dubito fortemente che l’attuale generazione di giovani povere donne avrà la maturità per capirlo. Prevedo quindi che in futuro ci saranno sempre più povere donne che non sanno quello che vogliono fino a quando non nascerà la cosapevolezza che solo la maturità permette di avere una vita felice e di conseguenza una convivenza felice.

Ma ci vorrà ancora molto molto tempo, dovremo prima vedere la morte del Grande Fratello per vedere questa nuova alba.

Stay Tuned

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La crisi economica che non c’è.

February 1st, 2010 3 Comments

Sappiamo tutti che c’è crisi e sappiamo tutti che finiremo come l’Argentina. Ormai è inevitabile, IMHO. Dopo le elezioni regionali, le ultime grandi elezioni ancora disponibili, le prossime saranno tra tre anni, un tempo sufficiente per distruggere il poco rimasto e colare a picco definitivamente, a meno di un qualche intervento della magistratura.

Eppure, strano, anche cosi sappiamo che possiamo ancora salvarci. E’ incredibile quanto questo sia vero. Leggevo che il 10% dei contribuenti da il 50% dell’introito fiscale. Pensate che cosa si potrebbe fare pagando tutti le tasse?

E se poi abolissimo gli sprechi ed utilizzassimo meglio i NOSTRI soldi, pensate quanto saremmi ricchi!!

Eppure questo non si farà.

L’economia ho sempre pensato che fosse una materia noiosa e semplice.

Il principo è molto molto semplice e parte tutto dal lavoro. Il lavoro produce ricchezza che va divisa tra Stato, Impresa e Lavoratore. La ricchezza produce capacità di consume che si trasforma in domanda di beni e servizi che generano lavoro a sua volta che si trasforma in ricchezza e cosi via.

Ovviamente questo volano deve essere innescato da qualcosa e questo qualcosa è lo Stato. Infatti all’inizio tutto era dello Stato: strade, elettricità, telefoni, gas,luce,acqua, trasporti e ministeri. Ogni azienda era Statale, con un enorme vantaggio. Infatti delle 3 parti in cui era divisa la ricchezza lo Stato ne incassa due, le più grosse.

Questa grossa ricchezza era poi ridistribuita sotto forma di servizi e di beni (Una specie di Stato socialista, insomma).

Ad un certo punto però in questo sistema si introdussero delle forti deviazioni.

Lo Stato iniziò ad essere invece di una struttura al servizio del cittadino, una fonte di guadagno e di potere per i suoi amministratori (E qui sembra di più una fattoria degli animali). Per far questo gli amministratori iniziarono ad aumentare l’organizzazione statale ed i mezzi a sua disposizione in maniera abnorme risucchiando sempre di più ricchezza dalla parti che spettavano all’azienda ed ai lavcoratori.

Le aziende da parte loro non stettero a guardare. A fronte di uno Stato enorme ed inefficiente smisero di fare investimenti con i propri soldi. Dei governi “incauti” finanziarono le aziende per produrre lavoro, MA senza prevedere controlli di gestione sulle stesse, a fondo perduto. Questo sistema fu poi duplicato per generare lavoro tramite lo stesso Stato creando le famose “Cattedrali nel deserto” od opere inutili o perennemente incomplete. Pozzi neri, finanziati all’infinito, che danno lavoro a fronte di nessuna ricchezza prodotta.

Questo perverso gioco nel giro di poco più di vent’anni ha portato il nostro paese verso il baratro. Invece di ripensare come statisti a tagliare questo gioco perverso negli ultimi 15 anni si è intrapresa un’altra strada. la vendita dei beni.

Avendo esaurito le possibilità di prelievo della ricchezza dei lavoratori e delle aziende lo Stato ha iniziato a vendere pezzi di ricchezza; come fa ogni famiglia in difficoltà che vende la catenina d’oro al banco dei pegni.

Questo ha generato un falso senso di serenità fino all’inizio del 2000 quando gli effetti delle vendite sono terminati. A questo punto lo Stato ha iniziato a venire meno alla sua MISSION di ridistributore di ricchezza e di fornitori di beni e servizi. Mancano i fondi per far fronte all’immensa macchina statale e mancano i fondi per far fronte all’impegno preso con gli altri paesi. I comuni iniziano a fallire, falliscono le regioni. Si fa cassa con l’autovelox perchè non si sa più come fare. Neanche le case possono essere messi in sicurezza per mancanza di soldi. Le scuole si basano sui contributi volontari per comprare la carta igienica. Insomma siamo messi sempre peggio.

Ad ogni modo, anche in queste condizioni di ricchezza ve n’è ancora tanta e chi amministra lo sa. Si vende quindi l’acqua ai privati, si vende la protezione civile, ora anche la difesa. Si vende e si guadagna prima che tra 3 anni crolli tutto.

Le risorse sono terminate, ma non la capacità di credito. Ora è solo su quella che ci basiamo (pensate ai derivati, pensate ai BOT emessi dai comuni). Fortunatamente c’è qualcuno che si compra i BOT italiani, ma nonostante questo il debito aumenta di una trentina di miliardi al mese, uno al giorno.

In questa situazione le aziende o chiudono o spostano la produzione, ovvero il lavoro. Via il lavoro, via la ricchezza, via la fonte di approviggionamento per lo Stato. E’ il depauperamento e per chi vi vive vi è solo la strada dell’emigrazione.

Come si risolve tutto questo ?

E’ facile, ripristinando il circolo vizioso, ridando allo Stato il ruolo che gli compete di controllore e fornitore di beni e servizi  e ridimensionando e di moltissimo il ruolo delle banche e della borsa.

Le banche non producono nulla, sono inutili dal punto di vista produttivo e servono SOLO nella prima fase in cui vi è bisogno di potere di acquisto. Le banche lavorano sulla speculazione che è permessa solo se non esiste trasparenza. In uno Stato con le OO non deve essere possibile che una qualsiasi speculazione finanziaria metta in pericolo il sistema produttivo del paese; per questo devono essere arginate queste manovre presi grossi provvedimenti punitivi. Questa è la grande battaglia che sta facendo Obama, ma è tosta, molto tosta perchè, e basta vedere la mappa del potere italiano sul sito di Grillo, il nostro sistema capitalistico è falso e malato. (Non parlo poi delle leggi del nostro sire perchè se no qui faccio notte).

Non bastano certi questi pochi pensieri sparsi e confusi a cambiare le cose, eppure c’è ancora un modo per cambiarle queste cose ed è sempre lo stesso: mettete la crocetta sulle persone oneste e capaci. Quelle che non vi dicono che sono tutte rose e fiori, che vi promettono sacrifici, ma che non demordono perchè questo paese è nostro e dei nostri figli, qualsiasi cosa ne pensi il nostro sire.

Stay Tuned

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Post Casuale:
Organizzazione Aziendale

October 8th, 2009 2 Comments

Parlare di organizzazione aziendale in italia e quanto mai imbarazzante, mi limiterò perciò a descrivere la situazione più comune in cui ci si trova ed ad descrivere un organizzazione vincente.

L’organizzazione più comune che si trova applicata in un’azienda è quella piramidale di stile feudale.

Piramide Feudale

Piramide Feudale

In pratica potete immaginare l’azienda come una serie di scatole concentriche. Ogni scatola contiene a sua volta N scatole. Le scatole hanno un filo che le attraversa tutte ed attraverso quel filo, come nel famoso gioco dei barattoli, passano le informazioni.

I fili sono i responsabili delle scatole.  Ogni responsabile ignora completamente il funzionamento e la mission di tutte le altre scatole.

In questo tipo di organizzazione feudale, a black box, il capo del feudo non ha nessuno che controlli come egli gestisca all’interno il proprio regno, egli deve dare obbedienza assoluta al capo della scatola in cui è contenuto il suo regno e pretende la stessa obbedienza dai suoi riporti.

Egli non conosce nulla dello scopo dell’azienda, ha un solo obiettivo: fare quello che gli si dice di fare entro il budget assegnato.

Non è compito suo fare domande, non è compito suo dettare una strategia, non è compito suo sviluppare le risorse.
Per rimanere a capo del feudo egli deve fare quello che il suo capo gli dice di fare ed evitare di andare in contrasto con i capi delle altre scatole.

Si crea cosi un patto di Omertà in cui tutti sanno e nessuno dice ed in cui tutto va sempre bene. Le informazioni che circolano sono sempre centellinate, filtrate ed analizzate. Dopo un po’ l’informazione si stereotipizza e si cristallina. Si fanno sempre le stesse domande, si ottengono sempre le stesse risposte.

Anche le soluzioni sono sempre prese in larga maggioranza per diluire la responsabilità ed aumentare coloro che in caso di fallimento sarebbero coinvolti. Come per dire, tutti coinvolti, nessuno coinvolto.

Innovazione ? Introdurre cambiamenti rapidi ? Impossibile.

In questa organizzazione fare carriera è cosa ardua ed avviene solo per due motivi: o il capo si trasferisce, od il capo del capo ( a cui Lui deve obbedienza cieca) vi propone per un altro posto. Ovvio che più che il merito qui sono altre le doti che dovete avere per fare una buona impressione.

Ho provato a fare qualche indagine su questo tipo di organizzazione chiedendo a numerosi capi del personale e specialisti HR che frequentano Linkedin, e tutti mi hanno detto che benchè loro debbano dire il meglio possibile di valori come Meritocrazia, Collaborazione e Strategia, difficilmente è possibile introdurli in azienda. Tradotto per tutti: se facessi una cosa simile, mi dovrei cercare un altro posto di lavoro.

In pratica, incalzati dalle mie domande, hanno ammesso che se l’azienda ha quell’organizzazione è perchè il CEO è cosi e vuole quel tipo di organizzazione. Insomma è cosi perchè si vuole ciò che si puote e più non dimandar, ovvero nulla accade per caso.

In questo tipo di organizzazione come nella quasi totalità delle imprese l’unico indicatore che si prende in considerazione è quello economico, ovvero il fatto che io mi muova entro il budget. Per il resto si naviga a visita, la frase tipica è : come andiamo quest’anno ?!

Per fare un’analogia che mi piace tanto è come pensare di saper giocare a scacchi pensando solo a non perdere i pezzi, o magari come lanciarsi da un grattacielo di 200 piani e dirsi: per adesso tutto bene, per adesso tutto bene.

Un modello positivo di azienda è quello dove tutta l’impresa si muove interamente verso un unico obiettivo. In pratica, è come negli scacchi, tutti i pezzi sono mossi con l’obiettivo di vincere la partita ( o quanto meno di non perderla).

Per fare questo sono necessari pochi concetti chiave qui elencati  in modo più esteso e che possono poi essere approfonditi nella Balance ScoreCard Review .

  • Avere una la strategia condivisa e misurare il suo grado di attuazione;
  • Allocare le risorse in funzione delle strategie;
  • Progettare i processi in linea con le priorità strategiche;
  • Allineare alla strategia l’organizzazione, la formazione e i sistemi di incentivazione .

E’ incredibile quanto questi concetti siamo simili a quelli che occorre sviluppare per diventare un bravo scacchista e come essi siano gli stessi che insegnano nell’Arte della Guerra di Sun. Ed è incredibile come poche aziende li mettano in pratica.

I concetti di un bravo scacchista sono.

Avere una strategia .
Muovere i pezzi secondo la strategia.
Valutare ogni volta la posizione in funzione della strategia.
Valutare i propri pezzi in funzione della strategia.

In pratica il giocatore di scacchi non valuta ogni pezzo ed ogni mossa in quanto tale, ma solo in funzione della strategia che vuole attuare e solo in funzione dello scenario che si sta svolgendo in quel particolare momento.

Nelle attuali aziende si valuta solo l’aspetto finanziario e questo ha grossi limiti perchè è un indicatore di performance passate e mai attuale rispetto alla situazione corrente.  Tra i maggiori limiti, descritti qui

  • Le misure finanziarie descrivono in modo eccellente l’attività passata
    dell’impresa, ma non hanno potere predittivo per il futuro.
  • Le attività che creano valore nelle organizzazioni odierne non sono correlate a beni tangibili. Il valore risiede nelle idee delle persone che ci lavorano,nelle relazioni con i clienti ed i fornitori, nei database, nella cultura dell’innovazione, nella qualità dei processi interni.
  • Le prestazioni finanziarie tendono ad essere misurate nel breve periodo ed inducono correzioni a breve sacrificando attività di creazione valore di lungo periodo.
  • Le misure finanziarie da sole non consentono di comunicare strategia e priorità al management ed al personale.

Ovviamente, esistono costosissimi sw certificati che aiutano a misurare gli indicatori di performance di un’organizzazione Aziendale che applichi la balance scorecard. Sw tanto costosi quanto inutili se prima non si è compreso e non si applicano i concetti che sono alla base della stessa.

Comunicazione, focus sull’obiettivo, mettere le giuste persone nei posti giusti ed avere ben in mente dove e come si vuole arrivare.

Sono questi i concetti base di una buona organizzazione, e, caso strano, il 40% delle prime 100 aziende citate su Fortune applica questa strategia, mentre le altre pensano di adottarla.

Una ultima cosa mi da pensare. I concetti su cui si basano gli scacchi esistono da centinaia di anni, la scoreboard da meno di 10, vuoi vedere che adesso insegneranno gli scacchi ai top executive ? Forse no, gli scacchi è un gioco dove oltre al fatto che non puoi barare, tutto appare alla luce del sole.

You can say I am dreamer, but I am not the only one.

Stay Tuned

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Post Casuale:
La paura della maggioranza

July 15th, 2009 3 Comments

Certo, è chiaro come la luce del sole, lapalissiano, diciamo un postulato:  in democrazia la maggioranza vince.

Non solo vince, stra-vince. In una parola la maggioranza ha libertà di fare il caz… che vuole. Oddio, entro i limiti della costituzione e comunque per un bel periodo.

Però questa libertà sta tremando. Lo sento, lo avverto dalle fondamenta.

La storia lo insegna. C’era qualcuno che aveva anche Lui un “popolo della libertà ..”, andava in Cina con 400 persone sull’aereo di Stato ed aveva un albergo per sede e poi è finito male, molto male.

Sta per succedere di nuovo.

Io sto popolo lo immagino come gli abitanti di una casa che stia per affondare.

Cosa fanno gli occupanti a quel punto?! Tutto quello che sono e che hanno è dentro la casa ed allora cominciano a tappare le falle per non far entrare l’acqua. Ma l’acqua è tanta e fa pressione da tutte le parti, quanto si può resistere??

Vediamole le falle e le toppe che questa pressione produce.

Falla: Berlusconi condannato come corruttore.  Toppa. LodoAlfano che da l’immunità.
Falla. Troppi debiti per non aver fatto nessuna politica di sviluppo o risanamento fiscale e per aver dato troppo a troppi. Toppa. Tagli alla scuola. Tagli alla sicurezza, tagli alla giustizia.
Falla. I debiti sono ancora troppi. Toppa. Condono fiscale per i capitali esteri.
Falla. Ci sono troppe intercettazioni. Toppa. Decreto contro-le intercettazioni. Si intercettano solo i colpevoli (e quindi che li intercetto a fare)

Falla. I giornalisti sono contro di noi. Toppa. Stanziati 130 milioni di euro per l’editoria

Falla. Le Tv sono contro di noi. Toppa, Sostituito Mentana, Il direttore del TG5 ed anche quello di Ra1.

Falla. La rete parla male di noi, legge i blog di Travaglio, si organizzano con i comuni a 5 stelle. Toppa. Varato decreto legge anti-blogger.

Falla. I miei amici dell’Utri e Bassolino sono attualmente sotto processo. Toppa. Nessun giornale o Tv ne parli, eccetto Di Pietro sul suo sito.

Falla. Hanno presentato una legge popolare per far stare in parlamento solo 2 legislature. Toppa. Non la discutiamo.

Falla, Hanno presentato un rederendum. Toppa. Spendiamo 400 milioni in più per farlo fallire.

Falla. Il premier è un puttaniere. Toppa. Le pagavano altre, lui era l’utilizzatore finale.

Falla. La corte potrebbe dire che sono incostituzionali le mie leggi. Toppa. Prima eleggo giudici dei miei amici e poi li invito a cena.

Falla. La mafia mi ricatta. Toppa la pago.

Falla. C’è chi presta denaro a bassisimo costo, sono privati che si sono organizzati come in UK o spagna. Toppa. Li dichiariamo illegali.

Falla. Filmano i consigli comunali, filmano tutto e ci fanno fare le figure di merda. Toppa. Li arrestiamo.

Falla . Scoperto buco di 93 Miliardi sul gioco d’azzardo mai incassati dallo Stato. Scoperti i derivati. Socperto l’abuso edilizio. Scoperto lo sftruttamento a Milano per la fiera. Scoperti eco-mostir. Scoperti rifiuti illegali, scoperta la cazzata del nucleare senza speranza, oddio, continuate Voi io non ce la faccio più.

Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.
Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.Falla.

Basta sono troppe.

E’ ora di cambiare questo cazzo di paese.

Stay Tuned

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→ 3 CommentsTags: Politica

I fans delle libertà.

January 27th, 2010 7 Comments

Ho ricevuto oggi un bellissimo commento al mio post Alcune Verità II da Andrea, un fans delle libertà, ovviamente.

Riporto il commento integralmente.

Andrea: ma ci credi a quello che dici?
il soggetto chi è ? sb o dell’utri o letta o galliani e bs che fa confidenze a biagi e montanelli , e le assoluzioni sono condanne … ah ah l’odio e l’invidia sono brutte bestie”.

Perchè io reputo bellisimo questo commento ? Perchè esprime, in poche righe, ed accentua, tutta la retorica della casa delle libertà.

Per spiegarmi meglio riprendo qui anche un altro bel commento di Aniello:

Esistono tre categorie tra quelli che hanno eletto l’attuale governo:

1. fans sfegatati, a prescindere
2. pseudo imprenditori, convinti che loro “devono” votare a destra
3. altri.
Di questi ultimi la cosa sconcertante era la motivazione “altrimenti a chi voti?” :-/

Le tre categorie di Aniello rispecchiano un po’ le categorie che chiunque si sia avvicinato all’arte della persuasione conosce:

Fissato un uditorio qualsiasi esisteranno sempre coloro che non potrete mai convincere, quelli che sono maggiormente orientati dall’altra parte e gli indecisi. Questi ultimo sono almeno il 60% dell’uditorio ed è su questi ultimi che si deve concentrare il messaggio dell’oratore.

E’ chiaro che Andrea appartiene alla categoria numero 1. E fino a qui nulla di male, ognuno la può pensare come vuole e non deve neanche motivare il perchè. E’ il bello dell’articolo 21 : libertà di espressione e di opinione.

Il commento di Andrea però non è solo di parte. Infatti non si limita ad esprimere la sua opinione, ma mira a screditare  l’interlocutore tramite una sottile tecnica retorica chiamata Insinuazione, ovvero un falso argomento che resta indimostrata in quanto senza fondamento. (per chi volesse approfondire il linguaggio politico suggerisco questo libretto).

E’ interessantissimo notare come Andrea faccia questo senza apportare nulla alla discussione e con nulla intendo nessun fatto. Ovviamente anche il suo commento è completamento out of topic come nelle più classiche delle insinuazioni.

Come funziona l’insinuazione: Andrea non potendo smentire i fatti, e non potendo di conseguenza in alcun modo poter dimostrare che quando riportato dal “Fatto quotidiano” sia falso e di conseguenza menzogniera la dichiarazione del Ministro, ha spostato la discussione sul personale.

Per far si che il falso argomento da Lui aggiunto abbia maggior forza retorica ha aggiunto la derisione. Lo scopo è far si che l’argomentazione si sposti dalle verifiche delle dichiarazioni del Ministro e quindi dalla ricerca dei fatti che possano confermare o smentire le sue dichiarazioni alla sanità di mente del sottoscritto e dalla presunta invidia rispetto a qualcosa che non è espresso.

La tattica sarebbe completa se a questo punto l’interlocutore osasse anche solo proferire bocca. A questo punto si scatenerebbe una rissa ove vince chi urla più forte.

Un campione di questa tecnica retorica è di sicuro Sgarbi che prima pacatamente insinua qualcosa e, all’immancabile risposta dell’altro, risponde con violenza con una serie ininterrotta di ripetizioni della stessa insinuazione.

Ora, fino a quando siamo qui a discuterne con l’ottimo Andrea va tutto bene, ma è facile notare che le stesse argomentazioni di Andrea sono usate da tutti i maggiori esponenti delle libertà che MAI e dico MAI osano esporre un singolo dato su quanto da loro detto.

Una prova di quanto dico è il fatto che nessun esponente delle libertà di grande rilievo si presenta ad anno zero altrimenti Travaglio lo sputtanerebbe a vita riprendendo tutte le sue dichiarazioni, stile Alfano, fatte fin dalla notte dei tempi e riportando i fatti. (Una per tutte: il nostro sire che disse :Mai in tutta la mia vità mi vedrete alleato di quel signore – alludeva a Bossi).

Ultimamente poi la retorica usata dalle “libertà” si è notevolmente affinata, ed io li ammiro per questo. Devo dire che a livello di comunicazione quelli delle “libertà” sono 10 volte più avanti di tutti. Bravi. Se si fermassero a questo avremmo il paese con la più bella maschera del mondo in faccia.

Ma come tutte le cose, se si usa troppo lo stesso trucchetto, alla fine stanca per questo ora i nostri grandi comunicatori delle Libertà  utilizzano la stessa tattica, ma con diverse parole.

Se avete notato ora utilizzano spesso la frase  “Deriva Giustizialista”, che ovviamente in italiano non significa un bel niente, è quando di più ambiguo si possa dire. E’ chiaramente un espediente per far utilizzare agli avversari il tuo linguaggio e quindi confonderli. (Per maggior informazioni leggete questo articolo. E’ chiaro che questo renda tutto molto fumoso.

A me fa molto ridere l’uso di queste espressioni. E’ come parlare del minollo o del più famoso sarchiapone. Più cercate di capire cosa intendono dirvi, più fate il loro gioco. E’ come cercare di giocare a qualcosa senza che vi facciano vedere le carte o vi dicano le regole. Complimenti, più li osservo e più li ammiro questi delle Libertà, sono dei grandissimi comunicatori.

Come ci si comporta con queste persone ? La prima cosa è che viene spontaneo fare è  “illuminare” la loro ignoranza e spocchia con la luce dei fatti. Alla luce di fatti gli scarafaggi corrono a nascondersi sotto i sassi, come tutti quelli che hanno mai alzato un sasso sapranno bene.

Il fatto è che facendo cosi l’interlocutore per vincere la discussione non ha altra scelta alche lasciare che il tutto degeneri in violenza,come quasi sempre accade in questi casi. Insomma, come il lupo e l’agnello. Questo non è mai una buona tattica, come dice l’Arte della Guerra, lasciate sempre una via di fuga al nemico.

In televisione penso che gli avversari (quelli veri, non il PDmenoelle), abbiano scelto la strada più corretta di lasciar parlare da soli gli avversari e di esporre senza interuzioni la loro linea politica ed i loro intenti.

E’ però una linea retorica che a mio avviso paga poco perchè si basa tutta sull’argomento LOGOS, che va bene in un circolo di persone ristrette e fornite di una certa forma mentis, non certo per il pubblico italiano abituato al Grande Fratello.
Meglio sarebbe un messaggio simile veicolato attraverso un’immagine più efficace, giovane, dinamica e vincente; insomma fumo e fumo in cui ci si possa immedesimare . Insomma un Alemanno di turno per capirci. Uno che sembra che capisca quello che dica… salvo poi a fare per bene i suoi interessi. Ma questo è un altro post chiamato Olimpiadi Romane.

Aspetto numerosi i Vostri commenti, spero commenti deliberativi.

Stay Tuned

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La fine del PD

January 26th, 2010 No Comments

E basta. Io sono stufo di continuare a scrivere: l’avevo detto.

Quando il diavolo ti solletica significa che sei ad un bivio e che puoi cadere. E’ un forte segnale di pericolo che qualcosa non va. Occorre reagire prima della catastrofe, ma il PD questo non l’ha capito. Ovvero non l’ha capito la dirigenza del PD perchè la base l’ha capito fin troppo bene.

In Puglia, nel Lazio, nel Veneto il PD non riesce ad imporre i suoi candidati, la sua linea.

Perde anche la città di Bologna e sapete qual’è la loro strategia: “Bhe anche se adesso abbiamo 11 regioni e ne perdessimo 5 possiamo dire che siamo andati bene… Se invece ne perdessimo 7 allora vorrà dire che ci impegneremo di più la prossima volta”.

Forse, anzi sicuramente, faremo meglio ad impegnarci noi a mandarli a casa questi signori ed a sceglierci gente migliore .

Stay Tuned

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Nulla di nuovo sotto il sole

January 25th, 2010 7 Comments

Anno nuovo, stessa storia, anzi peggio.

Devo dire che mi sto stancando di scrivere sempre le stesse cose.

Le giornate vanno sempre nello stesso modo: la televisione che spara cazzate a raffica per rincoglionirci e dall’altra parte il governo che ce lo imburra.

Ad esempio: ricordate il post sulla scuola ? Bhe, dal 22/12 è legge. La Gelmini, pardon il ministro Gelimini ha ufficialmente detto che si può fare cassa con la cartigenica ed il materiale didattico (gessetti,canclelini,carta). In pratica si da il via libera ufficiale alle scuole per chiederere i contributi volontari per la scuola dell’obbligo. Scuola gratuita secondo la costituzione, ma che di fatto senza i 60-80 milioni che le famiglie danno a titolo volontario alle scuole, non si potrebbe fare. Ormai siamo allo sfascio totale.

In tutto questo sfascio il governo sta cercando di vendere Telecom agli spagnoli di Telefonica, ad esempio. Gli sprechi della casta non si contano più. Il venerabile ex governatore della sicilia, Cuffaro si è beccato 7 anni e 1/2 in appello . Ne avete sentito parlare in televisione ?!

E del sindaco con il doppio incarico che si becca lo stipendio da consigliere regionale in campania mentre per legge è incompatibile ?

Insomma, sono stanco di dirvi di aprire gli occhi e di dire che Berlusconi non è un problema.

Il nostro sire nulla potrebbe senza quei 13 ministri che fanno quello che lui vuole. Ed i ministri nulla possono senza i parlamentari. Che nulla possono senza i vari presidenti,assessorie consiglieri che votano le loro risoluzioni  e tutti questi nulla possono

senza una base di popolo pecorone ed ignorante con larghissima parte menefreghista.

Insomma, la colpa è nostra se questi stanno li. Ma a chi lo dico ? Sono stanco di scriverlo.

Un ultima cosa: sento moltissimi che si lamentano ed io ogni volta dico loro: avete voluto il nostro sire, ed ora queste sono le conseguenze e TUTTI mi dicono: io non l’ho votato.

Ma Cazz.. ma uno che l’ha votato ci sarà od il voto di Biondi conta per 15 milioni ??!

Stay tuned

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Palazzo Chigi. 4 Miliardi di sprechi e 1.400 dipendenti in più.

January 21st, 2010 2 Comments

Se qualcuno si stesse chiedendo perchè mancano i soldi in Italia vi consiglio vivissimamente di leggere il servizio dell’espresso, on line, ripreso da Micromega.

Una piccola chicca per chi vive a Roma. La moglie di Alemanno è il super esperto consulente del ministro senza portafoglio per le pari opportunità Carfagna a 13.750 euro al mese lordi (circa 8.500 euro netti). E poi dici che gli amici non servono nella vita!

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Non è una legge ad personam

January 21st, 2010 4 Comments

Ora, siamo sinceri, se i vostri amici-avvocati vi dicessero che affrontare il processo è come essere davanti ad un plotone d’esecuzione e vi offrissero una via di fuga non vi fermereste almeno un istante a valutare la situazione ? Non pensereste: meglio l’infamia che la morte ?

Certo, uno c’è stato che ha affrontato ed accettato con serenità il giudizio e la condanna inflittagli, ma si chiamava Socrate e sappiamo la fine che ha fatto; tutti gli altri invece hanno scelto l’esilio, compreso un certo “esule-pluricondannato” le cui “commemorazioni” cadono in questi giorni.

Ed allora, non si può certo umanamente condannare chi fa di tutto per restare vivo, anche se poi questo vivo significa la morte di tutti gli altri o di moltissimi, ma anche qui, di Salvo D’Acquisto ce n’è stato soltanto uno.

Ed allora eccola qui la legge approvata ieri in Senato in prima lettura:

Per i reati sotto i 10 anni (ovvero il 99% dei reati in italia, compreso lo stupro),

i giudici hanno a disposizione 3 anni per il primo grado, 2 per il secondo ed 1 per la cassazione.

Oltre hanno a disposizione 4 anni per il primo grado, sempre solo 2 per il secondo, ed 1 e 1/2 in cassazione.

Per mafia e terrorismo parliamo di ben 4 anni e 1/2 per il primo, 3 per il secondo e 2 per il terzo.

Sembra di parlare di tombola, cinquina e tombolina.

Tutto questo vale per i nuovi reati e non si applica per i processi in corso TRANNE che per i reati commessi prima del 2 maggio 2006 dove il primo anno scende da 3 a 2. Ed indovinate dove sono i processi del nostro sire ? Indovinato, proprio qui !

Non sto ad annoiarvi con le conseguenze: leggete il blog di Di Pietro, oppure di Travaglio oppure dell’associazione Magistrati per capire che centinaia di migliaia di processi saranno cancellati, ma non solo, centinaia di migliaia di processi si faranno ed arrivati al terzo anno saranno chiusi. Si, perchè l’azione penale è obbligatoria, quindi i processi si dovranno fare, ben sapendo che poi l’imputato avrà la prescrizione.

Quando questo testo diventerà legge se volete divertirvi a stuprare, spacciare, corrompere od altro fatelo senza problemi. Ma vi dirò di più, le aziende potranno tranquillamente smettere di darvi lo stipendio o fare quello che vogliono, tanto non si riuscirà mai a priocessarle.

E’ un bel casino quello che si prospetta, ma io penso invece che hanno già la soluzione con un paio di norme.

Appena il nostro sire sarà fuori dagli impicci, tutti quanti, si faranno altre due belle norme.

Norma numero 1. Tutti i processi si azzerano cosi le procure si svuotano e chi ha avuto ha avuto e chi ha dato a dato. In questo modo, senza spendere soldi, si libera la magistratura da ogni carico.

Norma numero 2. Si allungheranno di nuovo i termini del processo di primo grado portandolo ad 8 anni, eccetto per i reati commessi prima del termine dell’attuale legislatura.

Il tutto avverrà nella più completa indifferenza di tutti, perchè come diceva Giacomo leopardi nel suo discorso sullo Stato presente e dei costumi, oltre 150 anni fa.

“Conseguenza necessaria di questo è che gl’italiani non temono e non curano per conto alcuno di essere o parer diversi l’uno dall’altro, e ciascuno dal pubblico, in nessuna cosa e in nessun senso. Lascio stare che la nazione non avendo centro, non havvi veramente un pubblico italiano; lascio stare la mancanza di teatro nazionale, e quella della letteratura veramente nazionale moderna, la quale presso l’altre nazioni, massime in questi ultimi tempi è un grandissimo mezzo e fonte di conformità di opinioni, gusti, costumi, maniere, caratteri individuali, non solo dentro i limiti della nazione stessa, ma tra più nazioni eziandio rispettivamente. Queste seconde mancanze sono conseguenze necessarie di quella prima, cioè della mancanza di un centro, e di altre molte cagioni. Ma lasciando tutte queste e quelle, e ristringendoci alla sola mancanza di società, questa opera naturalmente che in Italia non havvi una maniera, un tuono italiano determinato. Quindi non havvi assolutamente buon tuono, o egli è cosa così vaga, larga e indefinita che lascia quasi interamente in arbitrio di ciascuno il suo modo di procedere in ogni cosa. Ciascuna città italiana non solo, ma ciascuno italiano fa tuono e maniera da sé.

Non avendovi buon tuono, non possono avervi convenienze di società (bienséances). Mancando queste, e mancando la società stessa, non può avervi gran cura del proprio onore, o l’idea dell’onore e delle particolarità che l’offendono o lo mantengono e vi si conformano, è vaga e niente stringente. Ciascuno italiano è presso a poco ugualmente onorato e disonorato. Voglio dir che non è né l’uno né l’altro, perché non v’ha onore dove non v’ha società stretta, essendo esso totalmente una idea prodotta da questa, e che in questa e per questa sola può sussistere ed essere determinata.”

Un ultima cosa, sarà forse una coincidenza, ma ieri ho c’è stata anche la commemorazione di Craxi ed io ho letto questa frase:

Un paese non si riconosce solo dagli uomini che lo rappresentano attualmente, ma anche da quelli che ricorda. J.F. Kennedy.

Stay Tuned

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Progetti ERP, dopo quarant’anni sono ancora un incubo (o quasi)

January 19th, 2010 1 Comment

Quanto odio dire: io ve lo avevo detto qui.  E’ uscito un articolo decisamente completo su computer world sul perchè l’ERP non è considerato un vantaggio strategico in azienda. L’articolo lo trovate qui. Peccato che non sia uscito un progetto del tipo: perchè un CIO non dice tutto sull’ERP. Sarebbe interessante.

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Il piccolo passo

January 19th, 2010 1 Comment

Tutti conosciamo il detto: Anche un viaggio di 10.000 leghe inizia con un primo passo. Quello che invece si ignora è come realizzare questo primo passo. Esistono e sono sempre più di moda le teorie ed i libri su come fare questo primo passo. Tutti i libri che leggerete sull’argomento cercheranno di sedurvi mostrandovi tutti i vantaggi nell’iniziare il viaggio che vi porterà alla riuscita dei vostri ambiziosi progetti, quali che essi siano.

Il fatto è che non esiste un libro che vi possa indicare cosa fare della Vostra vita, o meglio, qualcosina c’è, se avete letto questo mio post.

Il primo piccolo passo si riconosce dal’insorgere dentro di voi di un senso di vuoto che volete colmare, un senso di fuori posto, come se ad un certo punto quello che avete intorno non vi appartenga più. Un senso di superato, di già visto, di già conosciuto. Questa sensazione è abbastanza comune in noi, ma è qualcosa di più della noia e della depressione, è come avere delle energie inespresse che volete tirare fuori, ma non sapete come. A questo punto accadono due cose, note fin dall’antichità, che da sempre dividono le persone .

La prima cosa è la più comune: fate qualcosa per distrarvi e far passare il tempo. Vi stordite: shopping, cibo, tv, videogames, droghe, musica,sesso o quello che preferite. Una qualsiasi cosa va bene per far passare questa sensazione, e quando l’effetto è terminato, allora ricominciate e ricominciate e ricominciate e cosi andata avanti giorno dopo giorno.

La seconda cosa, più rara, vi mettete in cerca di un maestro, leggete, vi informate, cercate di capire qual’è la Vostra posizione su questa terra.

E’ questo il primo vero piccolo passo: riuscire a vedersi allo specchio. Non si tratta mai di un confronto, ma solo di un’esperienza, di un viaggio.

Anche la donna più bella spesso non sa di esserlo ed ha bisogno di sentirselo dire, cosi siamo noi, Abbiamo bisogno di scoprire di avere delle qualità, possiamo averle e di sicuro le possediamo chi più chi meno.

A questo punto in genere si parla di amore per se stessi od altre cose simili, ma io preferisco rimanere fedele al termine greco di passione.

Io uso un piccolo trucco psicologico su di me per alzarmi presto. Mi dico: se ci fosse la possibilità di partecipare a (la mia passione) ti alzeresti ? Ed allora se la risposta è si significa che sei abbastanza forte da farlo ed allora FALLO!

E’ la passione che muove le cose. Per questo da sempre si dice che chi si lascia “trascinare” è povero di spirito, perchè dentro non hanno passione. La passione non solo ti fa muovere il primo piccolo passo, ma poi te ne fa fare un altro ed un altro ancora. Solo per passione si riescono fa fare certe cose, perchè la passione è indomita e non è serva di nessuno.

La passione è temuta, per questo si cerca di addormentare le masse, perchè quando uomini passionali si muovono nulla è per loro impossibile.

Occorre solo cercarla questa passione perchè è la forza che è dentro di voi, ma ricordatevi anche che tutta la forza del mondo nulla può contro chi viene armato d’amore .

Se aveste fede come un granello di senape, potreste dire a questa montagna spostati. Dal libro dei libri.

U may say I am dreamer, but I am not the only one.

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