Se non fosse tutto vero, mi verrebbe da ridere.
Da Il Fatto Quotidiano, 9 marzo 2010
Ai sensi del Dl (anzi Pdl) Napolitano-Berlusconi sulle norme che legalizzano le liste illegali del centrodestra (le altre restano escluse), siamo in grado di anticipare i nuovi “decreti interpretativi” di prossima approvazione.
Decreto salva-tasse. Chi arriva in ritardo per la dichiarazione dei redditi può evitare di pagare la sovrattassa prevista in questi casi esibendo una tessera del Pdl, essendo “insostenibile – informa una nota congiunta di Palazzo Chigi e del Quirinale – l’esclusione degli iscritti al maggior partito politico di governo”. La stessa procedura sanerà le eventuali dichiarazioni fraudolente, purché il contribuente infedele sia munito di tessera del maggior partito politico di governo, essendo insostenibile che i membri di quest’ultimo possano essere evasori fiscali.
Decreto salva-voli. Chi perde l’aereo o il treno causa ritardo, potrà ottenere il rientro immediato dell’aereo già decollato o del treno già ripartito affermando di essere giunto in orario in aeroporto o in stazione, ma di essere stato impedito nei movimenti da un panino comunista o da una pattuglia di radicali.
Decreto salva-soste. Chi posteggia l’automobile in divieto di sosta e viene multato dal vigile urbano, può evitare di pagare la contravvenzione dichiarando di essersi assentato per espletare fisiologiche funzioni idrauliche senza mai allontanarsi dalla vettura oltre un raggio di 150 chilometri, a patto – si capisce – che dichiari di votare per il maggior partito politico di governo. Decreto salva-pirati. Su strade e autostrade la precedenza non sarà più di chi proviene da destra, ma del titolare dell’auto più voluminosa. A parità di cilindrata, la nuova norma interpretativa del codice della strada prevede la prevalenza degli iscritti e/o elettori del maggior partito politico di governo purché ne esibiscano il logo sul parabrezza accompagnato dal nuovo articolo 3 della Costituzione: “Io so’ io e voi non siete un cazzo”.
Decreto salva-offside. Il calciatore che segna gol in fuorigioco in partite decisive per la qualificazione alla Champions League otterrà la convalida del gol dichiarando all’arbitro di essersi attardato dietro le linee avversarie per farsi una birretta a fondo campo. La regola vale solo per i calciatori del Milan, essendo insostenibile l’esclusione dalle competizioni internazionali della squadra del leader del maggiore partito politico di governo.
Decreto salva-film. Chi giunge in ritardo al cinema potrà ottenere il riavvolgimento della pellicola fin dai titoli di testa dichiarando di trovarsi da mezz’ora nelle vicinanze, ma di aver perso tempo a cercare parcheggio, causa automobilisti comunisti.
Decreto salva-compiti. Lo studente somaro che sbaglia un intero compito di matematica potrà, in via interpretativa, ottenere il massimo dei voti purché i suoi errori di calcolo non si discostino di oltre 100 unità dal risultato esatto.
Decreto salva-rapine. Il rapinatore colto in flagrante dalla polizia mentre, con calzamaglia e mascherina nere, si allontana dalla banca con un sacco pieno di banconote potrà evitare l’arresto e intavolare con gli agenti un dibattito dal titolo “Rapine, che fare?” sull’interpretazione autentica da attribuire al suo gesto: a) simpatica mascherata in occasione del Carnevale; b) prelievo un po’ frettoloso; c) estremo atto di legittima difesa contro gli alti costi bancari; d) altra scusa a piacere. Decreto salva-corna. In caso di mariti sorpresi dalle mogli a letto con procaci signorine, sarà fatto obbligo alle consorti di credere in via interpretativa alla frase di rito “Cara, non è come tu pensi”, a condizione che le ragazze in questione si dichiarino massaggiatrici professioniste del Salaria Sport Village o attiviste dell’associazione “Silvio ci manchi”, oppure comunichino che le manda la Protezione civile.
Post scriptum. Il Pd dichiara preventivamente che, se e quando il capo dello Stato firmerà anche questi decreti, non sarà comunque colpa sua, ma del fato.
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Mi fa molto piacere riprendere dal suo blog, Simone Brunozzi, due aneddoti personali capitati a Simone che raccontano di una bella Italia, fatta da persone sane ed oneste. E’ la nostra Italia, quella che ognuno di noi vorrebbe vivere ogni giorno.
Grazie Simone per la sua testimonianza.
Spremuta d’arancia, autobus perso: L ‘Italia bella e sincera di Simone Brunozzi.
Titolo strambo: ho voglia di raccontarvi due piccole storie.
La prima parla di una spremuta d’arancia.
La seconda, di un’autobus perso.
Le due storie sono collegate. Alla fine della lettura, capirete perchè.
Spremuta d’arancia.
25 Febbraio 2010: sono al telefono con una persona cara, che vive a Venezia. E’ malata, demoralizzata, sta finendo la tesi e non sa se riuscirà a farcela. Mi dice che le andrebbe proprio una spremuta d’arancia.
Io sono a Singapore, a 10.000 chilometri di distanza. Ho proprio voglia di farle sentire la mia vicinanza.
E così, ecco cosa faccio. Cerco su Google Maps un bar dalle parti di dove abita lei. Trovo questo, Trattoria dai Tosi.
(sì, mi va di scrivere chi sono. Leggendo, scoprirete perchè.)

Li chiamo con Skype. Sono le 14:10 in Italia, 21:10 a Singapore.
Simone: “Buongiorno, è la Trattoria dai Tosi?”
“Si, buongiorno.”
S: “Siete ancora aperti?”
“La cucina ha chiuso alle 14, ma il bar è ancora aperto.”
S: “Bene… Perchè avrei una richiesta un po’ strana da fare…”
“Ah, guardi, siamo pronti ad ogni genere di richieste…”
S: “Ah, sì? Beh, guardi che la mia è strana forte… Allora, le spiego in breve: avrei bisogno che portaste una spremuta d’arancia in una casa lì vicino a voi. E’ la casa della mia ragazza. E posso pagare solo con carta di credito, perchè non sono a Venezia.”
Risata simpatica dall’altra parte: “Beh, mi sembra una richiesta fattibile. Vediamo innanzitutto se abbiamo le arance… Aspetti un momento…”
S: “Si grazie”
“Si, le arance le abbiamo. Dove va consegnata la spremuta?”
S: “[indirizzo]. La persona si chiama [nome]. E’ la mia ragazza. E’ lì vicino a voi, no?”
“Si, si, è qui vicino. E’ influenzata?”
S: “Sì, ha una influenza intestinale. Si regge in piedi, ma dovrete suonare due o tre volte per convincerla ad aprire. E’ in casa.”
“Ah, ecco. Va bene. Citofono [cognome]. E lei si chiama [nome]. Ho segnato.”
S: “Bene. Posso darle la carta di credito?”
“Eh, non so… Ma lei quando ripassa a Venezia?”
S: “Ehm, io non abito a Venezia… Sono un po’ fuori… Non è possibile con carta di credito?”
“Guardi, non saprei come fare… E se ci fa un bonifico?”
S: “Ah, per me va bene, se lei si fida. Quanto le devo bonificare?”
“Guardi, che so, cinque euro vanno benissimo.”
S: “Beh, mi permetta di aggiungere una mancia, magari. Mi dà le coordinate?”
“Guardi, facciamo così: ora facciamo la spremuta e la consegnamo, poi la avvisiamo che è tutto a posto e le do le coordinate. Mi lascia un suo numero?”
S: “Guardi, io glielo lascio… Però non le conviene telefonarmi perchè spende un patrimonio… Magari mi manda un SMS… Ok? Allora… +65… 90… 10…”
“+65… 90… 10…”
S: “… [segue resto del numero]. Segnato?”
“Si, segnato. Per curiosità, di dove è?”
S: “E’ un numero di Singapore. Sono a 10.000 km di distanza da lei, in questo momento.”
Risata simpatica. “Bene, va bene. Allora noi consegnamo, e poi le mando un SMS.”
S: “Grazie. Io magari tra un’oretta la richiamo, se non sento nulla.”
E così via… Poi ho richiamato per le coordinate, ho lasciato a Paolo la mia email, mi ha mandato le coordinate… E gli ho bonificato i 5 euro, più una generosa mancia. Nella email mi ha scritto qualcosa del tipo: “Più le richieste sono strane, e più siamo contenti di soddisfarle. Ecco le coordinate eccetera eccetera”.
Troppo simpatico.
E poi succede che sono online, che la mia persona cara mi scrive in chat, e mentre ci stiamo scrivendo mi dice che le suona il campanello – E chi sarà mai? – e di aspettare un attimo che va ad aprire.
Sorpresa riuscitissima!
Passiamo invece al 27 febbraio.
La storia dell’autobus perso.
Visto che sono fatto così, mentre “passavo” a Francoforte diretto ad Hannover per una conferenza, decido di prendere un volo Ryanair verso Venezia, andata e ritorno nello stesso giorno. Arrivo a Venezia, incontro la stessa persona di cui sopra per un paio d’orette, poi vado a Piazzale Roma per prendere l’autobus verso l’aeroporto di Treviso.
L’autobus sarebbe dovuto partire alle 19:40, ed era l’ultimo autobus disponibile.
Arrivo alle 19:30. Aspetto fino alle 19:50, ma l’autobus non si vede. Sulla tabella degli orari appare un numero di telefono: lo chiamo. Mi risponde una signorina dell’azienda Barzi Bus Service, molto gentile. Le dico che l’autobus non si è visto. Mi dice che controlla e mi richiama.
Aspetto altri 3-4 minuti.
Squilla il telefono: è Francesco, che lavora sempre per Barzi. Mi dice che l’autista è effettivamente partito alle 19:28, e quindi è colpa loro se ho perso l’autobus. Mi dice di prendere un taxi, arrivare a Treviso, portare la ricevuta al banchetto, e ricevere il rimborso. Il tutto, scusandosi per l’inconveniente.
Prendo un taxi, in mezz’ora sono a Treviso. Tra l’altro, dopo una piacevole conversazione col tassista che mi racconta di Ryanair, e del fatto che quando hanno troppo pochi passeggeri, semplicemente non volano. Rimborsano il biglietto, e basta. E questa è Ryanair.
Scendo dall’auto, arrivo al banchetto, saluto Francesco, gli porgo la ricevuta (ottanta euro), e il mio biglietto di ritorno dell’autobus, e lui mi consegna ottanta euro in contanti. Scusandosi nuovamente.
Rimango allibito. Certe cose in Italia non te le aspetti.
Fine della seconda storia.
Ho voluto raccontarvi due episodi recenti della mia vita (il primo anche molto personale) perchè penso siano due belle storie di un’Italia bella. Il proprietario della Trattoria, o il dipendente di Barzi, si sono comportati in maniera egregia. Non solo con una correttezza e una onestà perfette, ma anche con una simpatia encomiabile.
Ho voluto fare i loro nomi perchè si sappia: perchè se vi capita di passare a Venezia alla Trattoria dai Tosi, o di prendere un autobus di Barzi da Treviso a Venezia, salutate Paolo o Francesco, e dite loro che sono delle brave persone.
E poi, non dimentichiamoci mai che l’Italia, pur con i suoi problemi e le sue disonestà, è anche fatta di persone perbene come queste.
Non dimentichiamolo mai.
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L'unica legge.
Non mi interessa la legge, ne il fatto, il fatto importante qui è che è finita la democrazia intesa come interesse comune del Popolo, ovvero, se non si era capito, di noi tutti.
Qui esiste un unico interesse:il loro.
Non esiste più: la legge dice…. oppure un etica od una morale. Non esiste più nulla e se anche esistesse la cambierebbero e se non si può cambiare allora la interpreterebbero come meglio conviene in quel momento.
Non è neanche una questione di colore o di ideologia. Non esiste neanche io sono più uguale di te.
Te semplicemente non esisti!
Tu, io e gli altri 5 che leggeranno mai queste inutili parole, siamo solo dei temporanei fastidi che ogni 5 anni devono essere presi per il culo.
Fatto questo ormai quasi inutile (gli piacerebbe!) sforzo di votare, possiamo essere spremuti per altri 5 anni.
Che facevano schifo questo lo sapevamo già, che erano inetti adesso lo hanno dimostrato una volta di più.
Ma che ci vuole per cambiare?
U may say I am a dreamer, but I am not the only one.
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Ma non avevamo fatto un referendum per il nucleare ? Non stanno tutti pensando a fare a meno anche della benzina?
Ma non si stanno realizzando case quasi auto-sufficienti dal punto di vista energentico.
Ed allora, ma che cazz. ci facciamo con il nucleare. E poi che nucleare ?
La solita dichiarazione bugiarda del nostor sire dice che che con il nucleare, stimato che si realizzi in 8 anni, leggi 10-12, coprirà il 25% del fabbisogno energetico attuale (non si conosce la stima del 2021!!). In realtà è stato ipotizzata la costruzione di solo 4 centrali che copriranno il 9% del fabbisogno.
Il costo totale dell’operazione per coprire il 25% del fabbisogno supera del 4% l’intero PIL nazionale ! Una follia.
E poi dove costruire ? Non si sa, o meglio si sa ma non si dice. Un’indagine seria, ma con dati non aggiornati, dice che i siti giusti in Italia si contano sulle dita di un monco.
E fino a qui siamo alle solite promesse e piani a cui il nostro sire ci ha abituato. Un milione di posti di lavoro, 3 ore dormo e 3 ore faccio l’amore…e cosi via. Nulla di cui preoccuparci, insomma.
Anche perchè temo che Lui le centrali finite non riuscirà a vederLe.
Quello che invece voglio sottolinearVi è il come sono riusciti ad avere il nulla osta sulle centrali.
Il governo ha varato una legge, passata alla camera, in cui il governo ha pieni poteri su tutto, bypassando il veto di regioni ed enti locali.
Insomma, era dai tempi del Duce che non si dava una delega cosi ampia.
Si salva solo la valutazione d’impatto ambientale, che si sa non esiste e non si fa neanche ora, ovvero andrebbe fatta, ma si costruisce anche senza. Anche perchè una volta che la centrale è fatta ed è in funzione, poi vienimi a spegnere il reattore.
Ora la domanda che mi faccio è questa: ed un domani cosa vieta di fare una legge con delega piena per istruzione, sanità, sicurezza, e giustizia ?
E se poi queste deleghe le concentrassimo in due o tre governatori locali ?
Pensateci mentre votate alle prossime elezioni.
Stay Tuned
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Il sole tramonta presto in inverno, avrei dovuto accendere le luci, ma non ne avevo voglia. Stavo ascoltando il silenzio e la calda e calma atmosfera di questa casa.
Il parquet, le tende, l’accogliente divano ed i mobili in legno, tutto contribuiva a rendere l’atmosfera piacevole e distensiva, come Lei lo era per me.
Non ci eravamo trovati subito simpatici, Lei bellissima, di classe, abituata ad essere corteggiata, le era sembrato strano che la degnassi di cosi poca considerazione. Sarà gay, aveva pensato.
Poi abbiamo cominciato a parlare ed a poco a poco mi accorgevo che rimaneva li, a bersi tutte le mie parole, a concedermi di guidarla ed a gradire le mie attenzioni.
E’ per questo che mi sono deciso ad invitarla, qui, a casa, a cena.
Cena, una magica parola che preclude ad inaspettati risvolti, un sottile gioco di sguardi che si incrocia, mentre il gusto del cibo ed un allegra ed interessante conversazione sollevano l’animo e ci rendono disinvolti e talora disinibiti.
E’ quasi buio, é ora di alzarsi da questo divano.
Accendo una lampada e qualche candela, mi avvicino allo stereo da casa, lo accendo, le grandi casse da 105 Decibel rispondono prontamente ed una musica soft si diffonde nel grande salone.
Faccio una lunga doccia, mi faccio la barba con il rasoio elettrico e poi con la lametta, rende la pelle più liscia. Preparo la camicia, quella azzurra con il pantalone blu. Andiamo sul classico, non vorrei sbagliare. Pulisco le scarpe con cura e finalmente inizio a preparare la tavola.
2 Forchette a sinistra, coltello, altro coltello, il cucchiaino in testa al piatto, piatto piano, piatto fondo, piattino, tovagliolo e segnaposto.
Metto i fiori sul tavolo, un mazzo di fiori di campo, le rose sono nell’angolo, gliele darò appena arriva.
Apro il vino e lo metto nel decantatore, avrà tempo per aerarsi.
Metto il candeliere in tavola e tiro fuori le candele, quelle lunghe, é presto per accenderle, meglio aspettare.
La signora ha chiesto del pesce e del pesce sto preparando.
Impepata di cozze, un piccolo primo, spaghetti a vongole, rombo con le patate al forno, sorbetto al limone, caffé, limoncello e liquori vari.
Ho anche un dolce e dello spumante in ghiaccio, forse lo apriremo.
E’ l’ora, ma non é ancora arrivata, le signore amano farsi attendere.
Finalmente arriva e la sala si illumina. La sua presenza amplifica l’effetto delle candele che si riflettono sui suoi capelli.
E’ curiosa, quale donna non lo é? Vuole sapere cosa sto preparando e come e se davvero ho fatto tutto io.
E’ splendida nel suo mini abito, corto ma senza essere volgare, ne con troppe scollature, ne con audaci trasparenze.
La lascio andare in giro per la casa, come fanno i gatti quando vanno in esplorazione e lasciano il loro odore per segnalare la loro presenza, poi l’accompagno al tavolo. Dove mi siedo? Ma li, mia cara, dove c’é il tuo nome .
Sei adorabile, aspetta la fine della serata per dirlo.
Le dono le rose. Le accetta, e le mette al lato, é solo un segno e qualcosa su cui pensare, mentre preparo i piatti con le cozze.
Non le permetto di alzarsi da tavola o di mescersi il vino da sola, lei mi ringrazia sempre con un gradito sorriso.
Ci alziamo e finiamo la serata sul grosso divano chiacchierando amabilmente, si sta facendo sempre più tardi, ha tolto la giacca rimanendo solo con una camicetta, un solo bottone regge lo sforzo di contenere la sua bella terza.
Vorrei che succedesse qualcosa, ma non so cosa e sto per terminare gli argomenti di conversazione, poi lei si alza e guarda lo stereo, osserva i dischi al lato, ne sceglie uno e dice, ti va di ballare ?
Adoro ballare. Cominciamo a ballare nel grande salone, le luci delle candele proiettano le nostre ombre, il ritmo della musica ci fa muovere lentamente e la sua testa si appoggia sulle mie spalle, vi rimane per po’, poi mi fissa.
Sento il suo respiro sulla mia faccia e le sue labbra, semi aperte, vicine alle mie, vicinissime. Faccio per baciarla e la sua lingua entra immediatamente nella mia bocca, il mondo intorno inizia a girarmi e mi sento svenire. Per pochi secondi sono stato scollegato dal mio cervello e proiettato in un’altra dimensione fatta solo di colori e di splendide luci.
Quando mi riprendo la bacio con passione, le accarezzo un seno, é molto grande, sodo, morbido, caldo, lei mi ricambia con altrettanta passione.
Poi si stacca da me.
E’ Tardi, é ora che vada. Si,certo, ma non puoi rimanere, no, non posso.
L’aiuto ad indossare la giacca, a sistemare i capelli, un ultimo veloce bacio e la vedo imboccare l’ascensore.
Non l’ho più rivista, non l’ho mai dimenticata.
Non ho più visitato la dimensione dei colori da quel momento.
Stay Tuned
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Dopo la cagata di Avatar il 3d ha chiuso con me e sono andato a vedere, rigorosamente in 2d, Alice.
Non c’è che dire: Tim Burton ha stile. Può piacere oppure no, però a stile, come Armani. Innegabilmente il film è fatto bene, gli effetti speciali ci sono e tanti e sono usati davvero per sorprendere, grazie ad un’ottima fotografia ed ad un bel sonoro.
Per chi ama johnny deep non sarà deluso dalla sua performance. E’ il solito trasformista di sempre.
La trama è sulla falsa riga della famosa favola, per poi svilupparsi secondo i canoni classici del romanzo.
La cattiva, la regina rossa, la buona la regina bianca (inventata per creare quel contrasto che regge la trama), i buoni, alice ed il cappellaio, i cattivi, il fante di cuori ed l’esercito della regina, intorno gli altri personaggi ed il mondo magico di alice. Alla fine il buoni vince, il cattivo perde, ma non muore (è sempre una favola) e tutti vivono felici e contenti.
A me i film in costume non piacciono, ma qui i costumi sono davvero belli ed i colori resi molto bene.
Non è un film che entusiasta, come i film di burton, ma non si rimane delusi. I suoi fans poi ne andranno pazzi.
Evitate il 3d se potete
Stay Tuned
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Lava di marziano e bava di venusiano si incontrano in gerundio, attenzione perche le gambe lunghe della vostra sorte sono state sui tacchi troppo a lungo: è il momento di farle riposare.
L’oroscopo di Vanity Fair è l’unica cosa che B. leggeva, in genere poco prima di dormire, e doveva ammettere che fino a quel momento era stato sempre un ottimo sedativo; B. non lo sapeva se fosse merito dell’autore o del chiromante o merito del fotografo che a lato ci metteva sempre un bel figo, ben curato e ben vestito, ma l’effetto era assicurato: 8 ore di sonno filato.
Il ragazzo di B., xxx, ovviamente aveva una più concisa ed colorita espressione per commentare lo sguardo di B. ogni si posava sull’ultima pagina della rivista . “il solito gay”, che probabilmente, pensava B. era anche il suo modo primitivo e troglodita di farle una proposta sessuale.
Uomini, aveva ragione la May, “Se noi donne e non fossimo cosi stupide, come faremmo a stare con voi?!”
Ad ogni modo, in quel momento però B. aveva cose più importanti che stare ad ascoltare quei suoni gutturali che xxx ogni tanto emetteva quanto era attizzato. Erano giorni che aspettava la conferma della nuova uscita di Chanel ed era ormai questione di ore prima che squillasse il telefono e gli confermassero dal Tempio della bellezza l’avvenuta consegna da parte del corriere dell’agognato scrigno. L’ufficio relazione con il pubblico di chanel, dopo che B. lo aveva tempestato di email e di telefonate si era lasciato sfuggire che ne sarebbero stati consegnati solo 3 nella zona di Roma.
Pensate, in tutta Roma vi erano solo 3 esemplari del nuovo effetto allunga, rinfoltisci, sbrilluccica e schiattate racchie invidiose ed uno doveva essere suo con ogni mezzo ed ad ogni costo.
Al solo pensiero di quel meraviglioso effetto la faccia di B. si illuminava ed i suoi occhi sembravano ancora più grandi e luminosi ed anche il solito discorso di xxx invece delle solite noiose paranoie sul risparmio sembrava quasi qualcosa di sensato, ma il destino è crudele e quando si unisce una mala sorte ad un oroscopo avverso il risultato ci colpisce sempre quando e dove fa più male.
La suddivisione dei compiti in casa era sempre stata perfetta, B. si occupava di ritirare la posta grande, riviste, cataloghi, cose colorate con bellissime foto, piene di buoni sconto e di campioncini.
Xxx si occupava della posta piccola e piena di scarabocchi complicati pieni di numeri messi in colonna.
In genere B. ed xxx si sedevano sullo stesso divano rosso del salotto e mentre B. guardava le foto delle riviste ed emetteva uno squittio di gioia, xxx apriva quelle strane buste con i numeri e scuoteva la testa silenziosamente, poi prendeva il PC e si metteva a battere numeri sulla tastiera per circa una mezzora, poi tornava, l’abbracciava forte e tirava un bel sospiro di sollievo ma quel giorno non era andata proprio cosi.
All’apertura della solita busta colorata che quegli antipatici della carta di credito insistevano impudicamente ad inviare, xxx fece letteralmente un salto sul posto, poi con la voce più dolce e calma che potesse avere, mentre l’eccitazione gli colorava le grosse orecchie da Jumbo, chiese a B.
“Amore, ti ricordi quando ho detto che potevi usare la mia carta di credito per comprare quella cosuccia da niente che avevi visto e che ti era super-indispensabile ed io ho detto che potevi usare la mia carta?”
“Ma certo amore”, rispose B. distrattamente e te ne sono molto grata.
“Ne sono certo amore”, rispose xxx, da quello che scrivono questi signori, mi sei grata di più di 600 euro. Ma come sei riuscita a far fuori 600 euro in poche ore partendo da una cosuccia piccola piccola?
“Vedi io” …, iniziò balbettando B., ma fu subito stoppata dalle parole di xxx: cosa ti ha fatto pensare che volessi davvero una risposta?
Raramente gli occhi di xxx erano cosi freddi ed acidi, ma quando lo erano significava che B. ne aveva fatta una grossa. Una vocina dentro di lei le aveva suggerito, gridato, Chiamalo Chiamalo, ma poi l’impulso è stato più forte di lei, quando aveva avuto in mano quelle scarpe aveva capito che, povere cucciole, non poteva abbandonarle alla prima coatta che capitava lì per caso, Lei sarebbe stata la loro mammina e cosi dare la carta in mano alla commessa è stato un lampo, ma mai avrebbe pensato che le conseguenze sarebbero state cosi nefaste.
Per quel giorno xxx non le rivolse più la parola, neanche si girò quando B. ritorno con il solito pacchetto di Chanel ed il suo adorato trucca e sbrilucca, uno dei 3 presenti in tutta Roma che come al solito B. ripose nel settimino delle meraviglie, o come lo chiamava xxx la caverna di Ali babà, per scordarselo definitivamente. Raramente B. usava ciò che comprava, il solo possederlo la rendeva felice, ma quella giornata non lo era affatto.
Né sesso né giochini ne promesse di eterno amore avrebbero fatto desistere xxx dal suo proposito di darle una lezione. Aveva sbagliato e se ne era reso conto, ma B. contava sul fatto che xxx era un uomo e che lei era sempre una bella sbaciucchiona e che quindi la punizione non poteva essere peggiore della morte, ed invece lo fu.
Già di per sè gli uomini sono dei bastardi traditori incapaci di provare un vero sentimento ed aridi di romanticismo e di passione, ma quando ci si mettono di punta so’ proprio degli str…zi.
Xxx non faceva eccezioni, aveva aspettato e preparato questo momento con cura. Sapeva che la tortura del silenzio è la cosa è che più ferisce una donna e B. non faceva eccezzioni. Nasconderle i propri pensieri nelle ultime 24 ore per xxx aveva il solo scopo di renderla più malleabile e quindi di farle accettare di buon grado la giusta punizione che aveva preparato.
Buona buona B. si fece largo tra le grosse braccia di xxx e si accoccolò sulle sue ginocchia, letteralmente sdraiandosi sul suo petto, come fa Leopoldo quando vuole le coccole: poi con voce infantile gli disse : “Amore, mi perdoni?”
Farò di meglio di perdonarti, ti darò una nuova carta di credito, tutta per te, che sostituisce tutte quelle che tu hai, compreso il bancomat e gli assegni.
Davvero?!, disse B. Ma tu sei un genio! Lo sapevo che non potevi essere arrabbiato con me per una cosuccia da niente.
Infatti, disse xxx, è per questo che ti do una carta ricaricabile con un limite di 50 euro te la dovrai far bastare fino al prossimo mese. Ovviamente solo io posseggo io codice per ricaricarla.
Cosa ? , disse B. alzandosi in piedi, e tu mi hai fatto questo ? Tu sei un gran figlio…
Lo so concluse xxx ….di un uomo maschio e di una donna femmina.
Cinquanta euro sono un sacco di soldi, disse xxxx, e comprando on line, sempre qualcosa d’indispensabile, (ovvero tutto quello che vedi e che luccica), imparerai che informandoti prima potrai investire meglio i tuoi soldi. Il computer è qui, divertiti.
All’inizio usare il computer era una vera noia per B. Doveva andare su ogni sito e LEGGERE le caratteristiche del prodotto e poi cercare su un altro sito le recensioni e poi su un altro ancora i prezzi. B. aveva iniziato ad apprezzare il lavoro delle commesse. Imparare tutte quelle cose le costava un sacco di tempo e lei aveva solo 50 euro fino alla fine del mese, una iattura.
Fu xxx che mosso a pietà le dette una mano, passando per caso, come se non li importasse le suggerì “usa You tube, ci sono i canali fashion guardi i video e ti spiegano tutto”.
Whau, i video ! Aveva finalmente smesso di leggere per ascoltare una persona vera, una come Lei, anzi, come apprese, una peggio di Lei.
Fu l’inizio di un amore-odio con le altre B. di tutta Italia. B. scoprì infatti che vi erano ragazze di ogni provincia che non esitavano a prendere un treno od a fare ore di macchina solo per avere l’oggetto del desiderio. Vi erano forum sul migliore parrucchiere, centinaia di post sull’uso corretto della matita ed ovviamente vi erano i post imperdibili sugli oggetti del desiderio.
Quasi non gli veniva una sincope nello scoprire che una ragazza aveva un intero bagno con dentro 3 settimini come i suoi di trucchi, compresi gli smalti di OPI e l’introvabile palette 88 colori della Zoeva e quella zocc..la li mostrava a tutte con un sorriso a 46 denti. B., l’avrebbe strozzata.
Ma vi erano anche cose belle sulla rete. Non solo su internet tutto costava la metà di quanto lei spendeva normalmente, non solo si potevano fare acquisti cumulativi risparmiando anche sulle spese di spedizione, ma esisteva anche il riciclo e la prova trucco !!
Vi erano siti dove si poteva rivendere l’astuccio usato, oppure la matita a metà od il pennello nuovo o semi nuovo. Ma non solo, se un colore non gli piaceva poteva rivendere la polvere in mini bustine che altre B. avrebbero acquistato.
Per ogni articolo, in ogni città vi era segnalato dove trovarlo e dove avere il prezzo migliore.
Insomma, un mondo pieno di cose belle da esplorare, belle come era bello xxx che occupava il tempo che B. passava su internet cucinando e preparando la loro tana d’amore.
Eh sì, è stato proprio un gran bastardo a farmi questo, però era il mio bastardo ed io lo amo cosi, pensava B. mentre ordinava la paletta di Zoeva.
Tanto gli sarebbe arrivata solo tra una settimana e per quel tempo di sicuro un modo per distrarre xxx lo avrebbe trovato a costo d’improvvisargli una scena del moulin rouge , ma questa è un’altra storia, nel frattempo….pensò B. abbrancciando xxx intendo ad assaggiare il sugo… chanellami tutta amoreeee mio.
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Tags: Racconti
Ultimamente, come il mio solito, sto leggendo e rileggendo l’omonimo libretto scritto dal “mio amico” Shopy.
IMHO, non è un libretto per tutti, va letto con molto “decoro”, ovvero come diceva la mia prof d’italiano, va letto considerando il periodo storico e la formazione dell’autore.
Ci sono molti riferimenti ai nostri amici comuni: Seneca, Orazio, Goethe, il libro dei libri, e molti altri e quindi molte cose possono sfuggire od apparire senza un nesso, ma in sostanza il messaggio che questo libro vuole dare si trova più o meno dopo una trentina di pagine.
Il resto sono dei corollari, quasi delle conseguenze o delle semplici norme che perfezionano la regola.
La cosa più interessante, per me, di questo libro, che mi affascina ogni volta che lo leggo, è che riflette esattamente i miei pensieri ed i miei sentimenti fin da quando ero adolescente. E’ incredibile come addirittura Shopy usa le mie stesse parole per riferirsi all’umanità ed ai rapporti con essa e come abbiamo lo stesso rispettoso amore verso la solitudine e la piacevolezza della nostra stessa compagnia.
Shopy prova anche a darla la ricetta della felicità, ma dubito che ci sia qualcuno cosi umile, come me, che possa accettare lezioni su questo. L’orgoglio e la vanità sono i peccati che perdono anche i più forti e grandi.
Tre sono gli ingredienti per la felicità:
La salute;
La libertà.
L’indipendenza;
Sul primo requisito sappiamo tutti cosa significa essere senza salute e non dirò oltre.
Libertà non è intesa solo come diritti civili e politici, significa poter agire essendo uno spirito libero, comportandosi moralmente in modo libero, anche se questo significa inimicarsi qualcuno od causare sofferenze intorno. Comportarsi come un giusto è davvero difficile. La società ci mette intorno delle regole e ci tocca seguirle. Se poi siamo con un partner le regole intorno a noi aumentano e la nostra libertà si restringe ancora di più. Per questo dice Shopy, non abbiamo una donna, ma ne siamo posseduti.
Indipendenza non significa solo affrancarsi dai bisogni materiali, ma anche dalle dipendenze, il gioco, le donne, il cibo, ed adesso la televisione e tutti i beni superflui di consumo. Significa affrancarsi dalla necessità di avere sempre bisogno di qualcuno con cui parlare o confrontarsi, in una parola di non essere mai pienamente soddisfatti, come se mancasse qualcosa.
Shopy dice che gli spiriti deboli hanno questa necessità, mentre quelli forti non la sentono perché bastano a se stessi.
Con queste premesse, secondo Shopy, solo alcuni spiriti forti o grandi possono ambire alla felicità.
Allora, parliamo del 1830, Shopy stimava che la proporzione tra spiriti forti e deboli fosse 1 a 6, escludendo le donne ovviamente, che secondo l’epoca erano fuori la casistica per la natura stessa del carattere femminile.
IMHO, stimo che una proporzione ad oggi sarebbe di 1 a 1200, grande fratello permettendo.
Detto cosi non vi posso biasimare se pensate di chiudere il libretto di Shopy ed accendere la tele.
Anche a me sembra una visione davvero pessimistica, però, il dubbio, quella buona cosa che ogni sofista ed osservatore della realtà ha, mi ha fatto venire un’idea.
Se io non possedessi un animo forte ma se:
- Avessi una mentalità abbastanza rigida, tale che non solo le regole non mi pesano, ma le farei mie, vivrei per le regole, esattamente come se fossi socio di un club e dovessi seguire un preciso regolamento, a questo punto non avrei necessità di sentirmi libero perché quella per me sarebbe libertà. E non avrei neanche bisogno di confrontarmi perché chiunque è fuori dalle regole è fuori anche dalla mia vita e quindi vivrei solo circondato da individui simili a me.
- Potessi soddisfare in maniera perpetua le mie dipendenze non ne dipenderei. Insomma, se tutto quello che voglio per stordirmi lo avessi in maniera perpetua e continuativa, non mi accorgerei mai di chi io sia, sarei sempre libero da me stesso. Ed avendo risorse a profusione mi circonderei di altrettanto gente libera.
Su quest’ultimo punto Shopy direbbe che la cosa funziona a patto di essere giovani per sempre, ed, infatti, se notate adesso si ricorre sempre più alla chirurgia ed a cure per rincorrere la giovinezza che ci permette di essere sempre “liberi”.
Un’ultima considerazione.
IMHO, non solo queste considerazioni di Shopy erano valide allora come adesso, ma erano già valide 5.000 anni fa.
La domanda nasce spontanea: ma come è possibile che in 5.000 anni non ci abbiamo mai capito un cazzo di come funziona questo viaggio senza passare dal via ?
E come mai non c’è un coglione che ci spiega qualcosa da appena nati?
Fatti non fummo a viver come bruti, ma per guardare il grande fratello e consumar la coca-cola…
You may say I am dreamer, but I am not the only one.
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Inizio davvero ad essere stufo di fare sempre la parte della Cassandra e di continuare ad avere sempre ragione e del fatto che si avveri sempre e comunque quello che scrivo. Immagino quante sarete stufi Voi di leggermi.
Avevo detto che la crisi non esiste, è una bufala, che siamo un paese ricco e volendo possiamo tirarci fuori dalle secce come e quando vogliamo ed adesso ne ho anche le prove provate. Anzi, vi dirò di più le prove me l ehanno forniti gli stessi furbi che dicono che c’è la crisi.
Bankitalia dichiara che grazie allo scudo sono tornati in Italia 85 miliardi. Se il debito pubblico è di 1500 miliardi (2008), se la matematica non è un opinione è il 5,6% percento del nostro debito pubblico.
Ora è chiaro che quei 85 miliardi sono soldi rubati a noi ed è chiaro che sono solo una piccola parte di quelli che ci hanno rubato.
Se a questi soldi sommiamo quelli sprecati, quelli spesi per appalti gonfiati e quelli di cui la Casta si nutre è facile vedere come si arrivi facilmente al triplo di quella cifra. Io direi che stiamo facilmente sui 300 miliardi, ovvero ad un 20% del nostro debito pubblico.
Un altro conto della serva: dopo il referendum che abolisce il finanziamento ai partiti, ci fu il rimborso che nel ‘96 era di 800 lire a cittadino italiano, ovvero 40 centesimi. Con le leggi attuali, la Corte dei Conti ha calcolato che nei quindici anni della storia della seconda repubblica i partiti hanno prelevato dalle casse dello Stato 2 miliardi e 200 milioni di Euro. Sono 146 milioni l’anno, conto della serva permettendo. Hai voglia a fare case all’aquila con quei soldi.
E se quei 300 miliardi guadagnati li investissimo per far pagare a tutti le tasse ed abbattere la camorra, che ricordiamo è l’industria numero 1 in Italia ( e credetemi con 300 miliardi di euro di budget la camorra si abbatte a costo di andare casa per casa a stanarli come topi), non ho timore a dichiarare che si salirebbe ad un 40% del debito.
Questi sono due conti fatti cosi, sulle notizie, poche e sparute prese da Internet, ma io penso di non essere affatto lontano dalla realtà.
Questo è un grande paese, peccato che siamo messi cosi.
Voi come la vedete ?
P.s.
Una notizia dell’ultima ora: ancora non hanno accettato la lista PDL nel Lazio… cross the fingers!!
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February 26th, 2010 1 Comment
Prima di dare quella che ritengo un buon segnale vi voglio far riflettere su una notizia passata subito in secondo piano: la corte dei conti indica la corruzione nel paese in aumento del 225% !!
Nessuno ne esce pulito. A sentire il presidente della corte vi erano i due presidenti della camera, il capo dello stato ed i massimi vertici della nostra Repubblica. Corruzione, concussione ed abuso di ufficio i reati in aumento nella pubblica amministrazione.
Lo ripeto alla parli come magni: o sono pagato per favorirti danneggiando un altro, o divento tuo socio in malaffari, o mi comporto od ometto di comportarmi per darti un vantaggio ingiusto (od un danno ingiusto) . Quest’ultimo reato è “punito” da 6 a tre anni, in pratica non è punito, visto che un incensurato fino a 3 anni sta fuori.
Forse è meglio rinforzare il concetto: VE STANNO A FREGA I SOLDI !!! Ve li rubano sotto gli occhi !!
Niente, uno pensa che a questo proclama ufficiale si muovino mari e monti, che si prendano provvedimenti, che si inizi un’opera di ripulisti generale, che se ne parli per settimane. Nulla di nulla.
Ora se le più alte cariche dello Stato se ne fregano è chiaro che i loro sottoposti se ne STRA-fregano e quindi ogni commento a tutto quello che la magistratura sta verificando in queste ore, grazie alle intercettazioni, è superfluo.
Insomma, stiamo ancora a parlare ed a meravigliarsi di quanti soldi evadono, rubono o sprecano ogni giorno quando se ne fottono tutti ?
Penso che sia meglio parlare di altro, di qualcosa di bello che fa faccia ben sperare.
Ed una notizia del genere io l’ho trovata. Le liste a 5 stelle di Grillo & C. saranno rappresentate alle regionali.
Sono contento. Quei ragazzi, nonostante qualcuno abbia fatto di tutto per negargli i certificatori che prevede la legge debbano essere messi a disposizione di chi voglia raccogliere le firme, nonostante il poco tempo a disposizione hanno raccolto le firme necessarie.
Ed in una cosa ha ragione Grillo: ne basta uno. Adesso sono negate le riprese, sono negate le informazioni.
Diciamo che quel 225% ha un loro perchè in queste condizioni, ma cosa succederebbe se qualcuno, con un seguito mediatico rilevante iniziasse a “sputtanarli”, a mettere nero su bianco che quello che stanno dicendo è una emerita caz… ?
E diciamola tutta, ma che bella soddisfazione sarebbe ?!
Certo, non possono essere determinanti, certo non saranno presidenti, ma cosa importa? Occorre iniziare, a fronte alta, senza alcun compromesso, puri e duri.
Questi ragazzi hanno una vision che guarda lontano e sono solo prestati alla politica e sopratutto sono vicini alla gente: sono la gente.
Io spero che almeno uno di loro sia eletto, e poi chissà, chi vivrà vedrà.
Buona domenica a tutti (Meno che a me, la Roma ha perso…sigh…).
Stay Tuned
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Trovo davvero interessante il dialogo a distanza tra questi due signori. A chi è sfuggita la questione non deve far altro che cliccare sul banner dell’Antefatto per farsi un’opnione, ma non è nel merito dei fatti che volevo entrare quanto far notare che splendido esempio di comunicazione e di retorica deliberativa è questo.
A tutti capita di perdere le staffe. Far perdere le staffe è l’arma migliore che in retorica ed in politica si possa usare contro un avversario.
Io lo so perchè mi è stato insegnato da piccolo. Mio padre usava ogni mezzo per farmi perdere le staffe: tutto valeva, l’insulto, l’insinuazione i gesti di disprezzo, le smorfie e quanto tutto questo non fu più sufficiente anche le minacce verbali ed i gesti teatrali furono usati per addestrarmi.
E’ stata una durissima scuola, paragonabile solo a quella che gli spartani davano ai propri figli.
Quando io reagivo mio padre cessava immediatamente le ostilità, mi guardava serio e diceva: hai ceduto, cosi ti metti nelle mani dell’avversario, hai distolto lo sguardo verso il tuo vero obiettivo ed io invece ho raggiunto il mio. Aveva ragione, avevo perso.
La tua mente deve essere ferma come una montagna, mi diceva il mio inflessibile maestro, che cosa ti importa di quello che dico, le parole non hanno potere sulla tua mente, solo i fatti ne hanno.
Shopenauer è ancora più diretto diceva: l’onore è qualcosa che hanno inventato gli non poteva portare elementi probanti alla sua causa, il saggio mira al suo scopo.
Essere impermeabile e fermo non sono le sole doti di un politico, a queste occorre aggiungere anche essere presenti a se stessi, ovvero comprendere cosa sta succedendo intorno a voi e perchè.
Ricordate il film trecento, cito a memoria :” Un’acuta consapevolezza, poteva sentire il lupo, la neve, la lancia” ebbene a me questo talvolta accade…
Quando un forte attacco arriva diretto su di me è come se all’improvviso tutto si muovesse al rallentatore, e mi faccio una sola domanda. la stessa che Travaglio si è fatto: ma che scopo persegue il mio interlocutore ?
Si sono fatte molte ipotesi e date molte risposte a come Travaglio poteva rispondere, molte delle quali le ha fornite lo stesso Marco.
Leggendo tra i commenti nel blog dell’antefatto qualcuno, seocndo me, ha capito che la giusta risposta non poteva prescindere da una comunicazione perfetta e da un’analisi retorica della situazione.
Certo, sono cose che a sangue freddo, con calma, alla luce delle registrazioni, tutti sanno fare, ma è proprio questo che fa di un politico “IL Politico” in ogni parte del mondo. Saper dare la giusta risposta in quel poco tempo che ti è concesso.
In 5-10 secondi al massimo devi dare la risposta, quella che arriva alla maggior parte del pubblico, quella che fa piacere a Santoro, che zittisce l’avversario e ti mette in buona luce. Non ci si riesce, se non si riesce a rallentare il tempo dentro di noi, se non si è in sintonia con noi stessi e con l’ambiente che ci circonda, se invece di volare non si rimane li, esattamente li, in quella realtà che stiamo vivendo, concentrati sul nostro scopo è difficile che si possa dare quella risposta.
Gli istinti prendono il sopravvento diventiamo come i peccator carnali / che la ragion sommettono al talento, e diventiamo preda del nostro avversario.
Ora anche Marco lo sa perchè i giornali del nostro sire hanno prevedibilmente e puntualmente atteso il momento di averlo come preda e puntualmente lo hanno preso di mira.
Marco ha retoricamente sbagliato e se ne accorto, ma cosa avrebbe dovuto dire per vincere quella battaglia retorica?
IMHO, Marco non aveva una sola possibilità di vincere perchè è troppo convinto che i fatti vincano da soli e che la sola esposizione della verità basti a convincere tutti e a distinguere il vero dal falso, la parte buona da quella cattiva.
Esaminando la situazione in studio quella sera era possibile cogliere i seguenti elementi.
- L’interlocutore di Travaglio era li con lo scopo di provocarlo o di sminuire la sua persona e quindi il valore dei fatti da Lui riportati.
- Santoro era li con lo scopo di aumentare l’Audience e di conseguenza il suo prestigio di conduttore.
- Travaglio era li per guadagnare la pagnotta raccontanto cose riscontrabili e portare più lettori al Fatto quotidiano.
- Una parte dei telespettatori di Anno Zero sono già sostenitori di Travaglio e sanno distinguere il dito dalla luna.
- Una grande parte dei telespettatori di Anno Zero è influenzata di più dal modo in cui si dicono le cose che da cosa si dice.
- Una minima parte era li per vedere Travaglio cadere.
Cosa doveva rispondere Travaglio a queste cose?
La retorica insegna che all’insinuazione non si deve rispondere nulla, MAI.
Il solo rispondere fa il gioco dell’interlocutore. Chi insinua non cerca un dialogo, non potrete mai convincerlo, mai portarlo dalla Vostra parte, è come voler parlare con un fanatico religioso, l’unica mossa buona è non giocare.
Ora anche Marco lo sa, ora conosce meglio i suoi avversari e conosce meglio Santoro.
Sa che Santoro lo scaricherà non appena non gli sarà più utile e sa anche che ora intensificheranno gli sforzi per provocarlo.
Ora sa che è li solo per se stesso, solo nella sua integrità di uomo e di giornalista.
Qualcosa abbiamo imparato anche noi, od almeno questo è quello che ho imparato io: che non si finisce mai di essere sotto esame.
Forza Marco, non mollare mai.
Stay Tuned
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February 23rd, 2010 1 Comment

Sabato c’è l’ennesima manifestazione. E’ una cosa bella e ben organizzata. Ci saranno tanti giovani, allegria, speranza e voglia di cambiare. Peccato che tutto sarà assolutamente inutile o quasi. Certo servirà per contarsi e per aver detto: io c’ero, ma non è questo quello che serve in questo momento. Occorre vedere in faccia la realtà capire chi siamo e da dove proveniamo. Pensate che davvero l’Italia e gli italiani siano diversi da quelli che hanno visto l’Unità d’Italia o la marcia su Roma? Noi siamo sempre gli stessi. Siamo fermi aspettando che passi il prossimo che occuperà la stanza dei bottoni. Quella persona con abbastanza forza ed abbastanza carisma da conquistare il potere. Un uomo d’azione come lo è stato Garibaldi, come lo fu Mussolini. O Roma o morte, o si fa l’Italia o si muore. Forse lo avete dimenticato ?
Forse avete dimenticato che per la libertà e per conquistare un paese occorre essere forti, determinati e se occorre spietati ?
Pensate che andando in piazza a sventolare il vostro ventaglio viola sia sufficiente per allontanare l’aura maligna che proviene da quel palazzo a sole poche centinaia di metri dalla manifestazione ?
Pensate forse che Garibaldi abbia sventolato qualche camicia rossa ed i borboni si siano fatti da parte ?
O forse pensate che a Mussolini sia stato necessario fare come Giusuè, far suonare le trombe cosi che le difese di Roma cadessero ?
La politica è un rapporto di forze, vince chi sa farsi valere e le quotazioni in viola sono mooolto giù.
Ma non per una loro mancanza, ma perchè il popolo italiano non è pronto e mai lo sarà a prendersi cura di se stesso. Non hanno ancora raggiunto il punto a cui è stato levato loro tutto quello che hanno. Ancora la maggioranza di noi tutto fa colazione al bar, compra il giornale, lavora e vede la tv e tanto può bastare ad un popolo individualista come noi.
E poi hanno paura. Paura che quella polizia che sta li in piazza, per servire e proteggere, li porti via, gli porti via la libertà il lavoro, la famiglia, la casa. E’ questo il potere di quell’aurea maligna: vi entra dentro e vi inietta la paura che vi paralizza il cervello e vi ferma le membra.
Solo chi non ha paura è libero davvero.
Il sistema che è in atto in questo paese non è l’unico al mondo e non è la prima volta che è stato usato. E’ stato fatto di peggio, molto di peggio in passato, eppure ogni popolo ha saputo reagire con l’esempio di un uomo libero.
Senza armi, senza rivoluzione.
“Il governo inglese aveva posto una tassa sul sale che, essendo questo una materia prima di fondamentale importanza, andava a colpire pesantemente tutta la popolazione indiana con particolare peso a danno dei più poveri. Gandhi e i suoi collaboratori (o meglio amici, compagni, conviventi) partirono dalla loro fattoria che erano circa una dozzina, attraversarono a piedi centinaia di chilometri e arrivarono alle saline che erano diversi milioni.
Avendo precedentemente avvisato le autorità del loro gesto di disobbedienza nonviolenta, si avviarono in marcia verso le saline. In cammino disarmati, ordinatamente e col sorriso sulle labbra, andavano incontro alla polizia, sul luogo per sedare la rivolta. Nonostante i duri colpi, i numerosi feriti e la violenza delle autorità, i cittadini continuavano ad avanzare silenziosi, a subire il trattamento senza reagire in alcun modo, senza neanche difendersi. Dopo un po’ la polizia si arrese di fronte ad una fiumana di gente che continuava ad avanzare senza paura. Fu lo stesso comandante ad ammettere, a posteriori, il senso di impotenza di fronte a quella moltitudine, che coglieva impreparati gli agenti generalmente avvezzi a ben altro tipo di proteste popolari.”
[via wikipedia]
Non saranno i giudici ne gli avversari politici a cambiare questo paese, sarà la gente, senza rabbia ne violenza, solamente scegliendo una forma di resistenza passiva.
L’alternativa è 40 anni di deserto….
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