Cubasia

Giuseppe "Cubasia", Manager, Programmatore, Scrittore, Opinionista, attento ai problemi del lavoro e delle persone.

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Categoria IT

December 17th, 2008 · 12 Comments · Articoli apparsi su P.I.

E’ passato un altro anno e siamo ancora qui a parlare di come sarebbe bello e soprattutto gratificante essere riconosciuti come appartenenti ad una categoria a se, quella categoria a cui sentiamo orgogliosamente di appartenere ed in cui ci auto-riconosciamo poiché possediamo quella particolare attitudine che ci rende se non speciali almeno particolaramente dotati.

Ma continuare a parlarne come detto giustamente da qualcuno non è sufficiente, lamentarsi serve ancora meno; alla fine è duro ammetterlo, ma il loro messaggio, anche se espresso brutalmente è corretto: si è per quello che si sa farsi valere.

Ed in questo possiamo dire che altre categorie hanno ben compreso questo concetto: tassisti, controllori di volo, autisti del trasporto pubblico, autotrasportatori sono categorie forti. Nessun governo (italiano) sano di mente si sogna neanche lontanamente di mettersi di traverso alle loro richieste, in una parola essi hanno in mano il paese.

La loro forza è l’unione; agiscono come se fossero uno e quando si mobilitano per far sentire la loro forza provocano un disagio diffuso nella popolazione ed un’immediata assenza di servizi base per l’intero paese; sono i “Borg” della nazione, ogni resistenza è inutile!

In effetti quanto tempo può resistere un paese dove l’80% del trasporto è su ruote: tempo 2/3 giorni e le riserve alimentari e di benzina si esauriscono costringendo i vari ministri ad implorare il ritorno dei rappresentanti al tavolo delle trattative.

Da una parte non si può che constatare che siamo un paese davvero poco preparato verso questi avvenimenti che ciclicamente accadono e che ormai fatalmente accettiamo, dall’altra parte però guardiamo ammirati queste categorie che riescono ad ottenere la riqualificazione del loro lavoro rispetto al costo della vita.

Perché noi no?

Eppure anche l’IT governa servizi essenziali per il paese, senza l’IT non si potrebbe vivere nel nostro mondo tecnologico dove tutto cambia cosi velocemente.

Potete immaginare anche un solo giorno senza transazioni bancarie, senza assistenza tecnica, senza network,senza phonia? Solo immaginare questo basterebbe per convincere qualsiasi controparte a “contrattare” migliori condizioni.

Eppure questo sappiamo che non accade e difficilmente accadrà mai.

La ragione di tutto questo è nella premessa iniziale; mentre le altre categorie sono unite, condividendo gli stessi obiettivi l’IT è diviso.

A mio avvisio esistono almeno 2 IT.

Un IT che tutto sommato sta bene. Ha abbastanza anzianità da godere dei privilegi di un contratto a tempo indeterminato ed è al servizio di grande aziende, ed un IT “povera” fatta da una pletora di consulenti a progetto, a tempo determinato, od al minimo sindacale che lavora spesso per aziende medio piccole con un solo uomo alla guida.

Anche sul piano dei liberi professionisti è la stessa cosa. Vi sono professionisti che riescono ad avere dei lavori interessanti e moltissimi altri che risultano professionisti al fisco, pur avendo un unico cliente. E’ il famoso fenomeno del popolo delle partite IVA, venutosi a creare per aggirare la legge sull’obbligo d’impiego a tempo indeterminato.

E’ chiaro che qui si tratta d’interessi contrapposti.

I primi non hanno di che protestare (troppo), i secondi non si possono permettere di protestare. Per i primi un sindacato è inutile, per i secondi il sindacato è sconosciuto, correggo, sono loro che sono sconosciuti al sindacato, ammesso che davvero serva un sindacato .

Ammesso anche che poi i secondi avanzassero pretese, in modo unito, organizzato e compatto, occorrerebbe la forza economica per potere sostenere i loro diritti in tutte le sedi.

Una forza economica che un’ immaginaria “Rappresentanza IT” potrebbe ricavare realizzando un solo prodotto (o servizio) di discreto successo.

Come in tutti i progetti che si rispettino occorrebbe avere un’idea chiare sugli obiettivi a breve ed a lungo termine, uno storyboard sulle azioni più efficaci da realizzare, lo skill ed in fine il budget per realizzarle.

Non c’è che dire, è proprio un obiettivo ambizioso, arduo almeno quanto l’impresa dei mille, e che come tale costa fatica e sangue ed è quindi normale che ci si limiti a parlarne, però è innegabile che sarebbe entusiasmante riuscire a cambiare un po’ le cose.

Concludo ricordando che se milioni di persone saranno a casa a godersi le feste, vedendo che in televisione le persone di Yahoo abbandonano il loro posto di lavoro raccogliendo le loro cose in una scatola di cartone dall’oggi al domani,senza preavviso, senza obbligo di motivazione e senza contropartita, è proprio perché qualcuno nel passato, proprio qui, in Italia, ha fatto qualcosa per cambiare le cose.

Buone Feste a tutti.

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12 responses so far ↓

  • 1 dmaffoli14 // Dec 17, 2008 at 5:59 pm

    sempre realista ma forse le “particolari attitudini” di cui un IT è dotato lo rendono sicuramente speciale anche se non sempre mi sento “particolarmente dotato”  rispetto ad altri professionisti o impiegati che fanno il loro dovere tutti i giorni con rispetto per gli altri e correttezza per gli impegni presi.  E’ forse questa supponenza di sentirsi diversi dagli altri che ha impedito  e sta impedendo di creare un’unità solida di rappresentanza che caratterizza invece il mondo dei trasporti?

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  • 2 admin // Dec 17, 2008 at 6:32 pm

    >>E’ forse questa supponenza di sentirsi diversi dagli altri che ha impedito e sta impedendo di creare un’unità solida di rappresentanza che caratterizza invece il mondo dei trasporti?

    Questo è uno bello spunto ! Io direi che forse ci sentiamo già diversi tra di noi, come i polli di Renzo. In realtà siamo sullo stesso piano, tutti, ma diciamolo a voce bassa perchè non vorrei qualcuno si offendesse troppo.

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  • 3 dmaffoli14 // Dec 18, 2008 at 9:38 am

    …..capiremo di essere uguali quando ci troveremo per strada senza darci una ragione precisa……..:-).

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  • 4 0disse0 // Dec 19, 2008 at 3:15 pm

    Come al solito riceverai qualche critica da qualche cazzone su P.I., ma quello che sostieni è una intelligente analisi della situazione italiana, tutta italiana, perché altrove si sono unite le forze e si è creato quello che tu chiami un “sindacato” di IT. In Italia personalmente conto 20 associazioni di varia foggia (persino quella degli informatici golfisti…) che hanno la stessa valenza istituzionale di un club delle giovani marmotte. Però… se guardiamo al VERO motivo per cui nascono, allora sono più efficienti del Team Ferrari: nascono per “venderti” il solito corso di formazione per darti la speranza di migliorare professionalmente e finalmente fanculizzare il datore di lavoro che non ti paga da sei mesi, oppure per vendersi l’ennesima certificazione super specialistica da “duri”… insomma, nessuna di queste associazioni ha veramente a cuore gli interessi VERI e i bisogni REALI di chi lavora nell’IT.

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  • 5 Andrea // Dec 22, 2008 at 9:45 am

    Mancherò da un po dall’Italia e non ho nulla a che fare con voi professionisti dell’IT se non la passione per l’informatica e la tecnologia, ma trovo giusto quello che ha detto Admin: ”Io direi che forse ci sentiamo già diversi tra di noi, come i polli di Renzo”.
    Con questo non vi sto criticando ma vi dico come “VI” percepisce la gente comune e non essendo coesi tra voi non fate altro che amplificare questa visione.
    Un po come quegli operai in fabbrica che snobbano il sindacato e fanno i crumiri e quelli che scendono in piazza rinunciando ad un giorno di paga per provare a far valere i propri diritti, anche se è vero che al giorno d’oggi i sindacati sono diventati zerbini al servizio dei potenti e spacciano un bel po di fumo a gente che a stento arriva a fine mese. 

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  • 6 Fabrizio Cappelletti // Dec 23, 2008 at 9:47 am

    Leggo da tempo i tuoi interventi (scusa il tu, ma io mi sento in famiglia) su punto informatico e sul tuo blog e ogni volta assento sconsolato calando le tue affermazioni nella mia realtà: se come me fanno in molti non siamo poi così diversi e lontani…
    Probabilmente è prematuro, ma sono un romantico sognatore e quindi la butto lì: forse che questo nuovo organismo possa essere inizialmente plasmato e messo in moto da un esponente rappresentativo più o meno universalmente riconosciuto della nostra categoria? Qualcuno che ha avuto il coraggio di offrire i propri pensieri al pubblico giudizio?
    Nel mio piccolo sono pronto a dare una mano e a “sputare sangue” come ormai sono abituato nel nostro lavoro. E voi?

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  • 7 Giuseppe // Dec 25, 2008 at 2:23 pm

    Sono pienamente d’accordo con l’articolo… siamo l’unica categoria di lavoratori che non ha un suo contratto nazionale… dove gli straordinari non sono mai riconosciuti… dove i stipendi causa la crisi di qualche anno fa del settore sono scesi in maniera drastica… chi lavora nel settore it gli unici che hanno dei stipendi decenti sono solo i diregenti… che + delle volte per guadagnare di + vendono le risorse come se fossero carne da macello… iniziamo anche noi a scioperare se gli autisti di tir hanno fermato un paese immaginate che possiamo fare noi… quindi raduniamoci tutti e creiamo una nostra sigla sindacale e ribelliamoci !!! Vogliamo un nostro ccnl e basta con i contratti a progetto che sono la maniera legale di creare degli schiavi sul lavoro!!!

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  • 8 Valerio Tiranti // Dec 25, 2008 at 7:14 pm

    Anch’io sono completamente d’accordo con Cubasia. Ho pensato tante volte che ci sarebbe da fare proprio un bel sindacato, ma il ragionamento esposto mi ha sempre frenato.
    Però anch’io confermo: se c’è da rimboccarsi le maniche, ci sono!

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  • 9 Daniele // Dec 29, 2008 at 2:58 am

    Il tempo passa, le cose cambiano. Forse il concetto stesso di sindacato e` morto. Partiamo da quello che siamo. Gente con le mani sulla tastiera, e con la rete dentro. Non ci servono tessere di un partito, ci serve connessione.

    http://www.facebook.com/group.php?gid=6617589981

    E ricordiamo cosa hanno fatto i dipendenti IBM… http://ibmslprotest.blogspot.com/

    IMHO i margini per un sindacato 2.0 ci sono tutti.

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  • 10 Francesca // Jan 3, 2009 at 8:28 pm

    Ciao atutti è due ventanni che lavor nell’ambito IT e solo due come libera professionista.

    Le difficoltà maggiorni che trovo è quello di avre ricunosciuto un valore economico adeguato alla mia esperienza e anzianità lavorativa oltre che alle reali conoscenze.

    Il mercato è così tatno libero, che non è possibile trattare un valore al pari di un lavoratore dipendente.

    Tempo fa avevo cercato in rete se esistevano delle tariffe standard del setore IT per i liberi professionisti, giusto per sapere esattamente con che prezzi uscire sul mercato, ma non trovai nulla.

    L’unica guida che aveva era il costo orario che aveo da dipendente.

    Poi ho fatto una scelta di vita… e per questo ho creato un gruppo su facebook al fine di radunare tutti quelli che come me credono in questa professione da lavoratore autonomo.

    Lo scopo è creare un network utile sia per il lavoro che per portare aventi iniziative che possano un giorno garantire una certa stabilità cointrattuale.

    http://www.facebook.com/profile.php?id=1482682351&ref=profile#/group.php?gid=32125235901

    Ciao
    Francesca.

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  • 11 Francesca // Jan 3, 2009 at 8:29 pm

    nel post precedente ho sbagliato il mio sito… come posso corregerlo in http://www.demaco.it?

    C. Corretto…

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  • 12 Alessandro // Jan 5, 2009 at 1:24 pm

    Io ho lavorato un pò in giro per l’Italia e alla fine ho mandato tutti a quel paese. Se partita IVA deve essere tanto vale essere infedele. Così lavoro con quello che acchiappo e alla fine dell’anno mi accorgo che ho guadagnato più o meno la stessa cifra. Ma così almeno comando io.
    Se nascesse un sindacato credo che tutti quelli come me non aderirebbero. La natura stessa del mio tipo di lavoro mi impedirebbe di aderire anche se condivido molto di quello che Cubasia scrive. Forse avrebbe più senso un partito politico con 10 obiettivi da raggiungere e che abbia la sua sede su internet. Naturalmente tra i primi 10 obiettivi ci deve essere la conquista del mondo :)

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