Cubasia

Giuseppe "Cubasia", Manager, Programmatore, Scrittore, Opinionista, attento ai problemi del lavoro e delle persone.

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Chi ha paura dell’IT

February 26th, 2009 · 6 Comments · Articoli apparsi su P.I.

Se come me avete iniziato ad ammalarvi d’informatica fin dall’adolescenza e saltavate pranzo e cena per ispezionare le locazioni di memoria recondite del vostro Vic-20 avete sicuramente amato War Games.

Quel che più mi stupiva in quel film erano alcuni aspetti che per l’epoca, parliamo dell ’83 a me sembravano sbalorditivi.

Ma andiamo con ordine.

Prima di tutto il personaggio del fim aveva un modem e lo usava liberamente, cioè senza nessuna restrizione.

Voi lo sapevate cosa significa questo all’epoca?

Secondo la legge italiana dell’epoca io per avere la stessa cosa dell’Americano, cioè un modem, dovevo pagare 200.000 L. di tasse annue come utente telegrafico.

E quale adolescente poteva mai permettersi quest’astronomica cifra ?!

E non solo, avrei dovuto usare Videotel ed Itapack come connettività.

Inoltre, mentre le tariffe telefoniche del mio eroe erano Flat, io avrei dovuto pagare per ogni singola telefonata.

Quindi mentre lui telefonava a tutti i telefoni dello Stato sperando di beccare il numero della Protovision e con esso gli ultimi giochi di Natale, io ipotecavo casa per pagare il conto della SIP.

Ma non solo questo. Il sistema a cui il protagonista si collegava aveva un sistema di sicurezza tale che sono bastati pochi accessi per farlo rintracciare dalle autorità dell’epoca.

Da allora mi sono sempre chiesto, ma perchè li si e qui no ?

Perchè qui sembra sempre di vivere in una fotografica con il filtro seppia ?

Ma cosa potrebbe mai accadere se davvero applicassimo la tecnologia IT al nostro paese ?

Per prima cosa dovremmo averlo un paese IT, cioè dovremmo avere un infrastruttura di rete idonea al trasporto delle informazioni.

Telecom quando era dello Stato ci aveva provato a portare questo paese nel secondo millenio con il progetto Socrate.

Era di certo un progetto con alti costi, però io mi domando: se si fa il ponte sullo stretto per quasi 5 miliardi di Euro, ma per 50 milioni non conveniva allora portare la fibra ottica in tutte le case d’Italia ?

Fossero stati anche 500 milioni di Euro non ne avremmo beneficiato tutti ?

Ma che cosa potremmo mai temere vivendo in uno Stato informatizzato in cui tutta la pubblica amministrazione, a tutti i livelli e con tutti i suoi dipendenti sono in rete ?

Parecchie cose secondo me.

Prima di tutto la Corte dei Conti rischia di essere terribilmente efficiente.

Attualmente le cose stanno in questo modo.

Questa è l’intervista integrale al responsabile IT della Corte dei conti che lascia l’amaro in bocca da parte di chi lavora nel sistema privato. Riporto alcune sue testuali paroli dall’intervista lasciando il resto a Voi: “persone che si occupavano di cose che non si volevano occupare, hanno cominciato a fare il proprio lavoro e questà è già una notizia nella pubblica amministrazione”.

Ma cosa potremmo temere da una Corte dei Conti efficiente ?

Bhe, si rischierebbe di dover giustificare immediatamente ogni euro speso nella pubblica amministrazione perchè sullo schermo di qualcuno arriverebbe  un allarme; potremmo dover chiudere i rubinetti della spesa automaticamente raggiunto il budget previsto, rischiremmo di dover fare a meno di strumenti come i derivati perchè il loro uso sarebbe immediatamente percepito dal sistema automatico di controllo e gestione.

Ma non basta.

Con uno Stato informatizzato rischieremmo di avere tribunali più efficienti e quindi più veloci nell’emettere la sentenza, con il doppio problema di spendere di meno e di ridurre drasticamente le prescrizioni.

E continuando, Polizia e Sanità sarebbero maggiormente efficienti, e rischierei seriamente che il poliziotto di turno con due click si accorga che nel 2005 non ho pagato il parcheggio.

E poi certo ci sarebbero anche altre novità.

Potremmo avere il terribile problema di arrivare alla television On demand, che troncherebbe il duopolio Rai Mediaset, potremmo avere un’informazione non filtrata che ci arriverebbe quasi sempre per via telematica, rischiamo una maggiore trasparenza bancaria dovuta al maggior numero d’informazioni disponibili, ed ovviamente potremmo essere sommersi da maggiore informazioni sui nostri diritti.

Ma il vero rischio è quello che potremmo essere in grado di misurare in maniera puntuale tutti i servizi pubblici. e rischiamo di grosso che la P:A: sappia tutto di tutti, cosi da beccare i soliti furbi, ma potenzialmente anche noi. Certo, se il 20% del PIL è stimato che potrebbe essere recuperato con la lotta all’evasione fiscale, chi lo vorrebbe un paese informatizzato ?

Insomma io nell’informatizzare questo Paese ci vedo un sacco di “rischi”.

Vuoi vedere che è per il nostro bene che ci facevano pagare nel 2004 l’Adsl il doppio della Francia, ed che ancora nel 2008 risulta superiore del 120% a tariffe comparate ?

E forse è per questo che non rende essere informatici. Chi paga qualcuno per lavorare su qualcosa che potrebbe “nuocerci” cosi tanto ?

Meno male che non corriamo alcun rischio nel 2009 di avere uin paese informatizzato, e quindi nessuna delle cose di cui sopra si avvererà tanto presto. Le priorità del paese sono altre e Wargames rimane sempre e comunque un film.

Che ne dite di una bella partita a scacchi ?

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6 responses so far ↓

  • 1 Adriano Esposito // Feb 27, 2009 at 2:41 am

    Che ne dite di una bella partita a scacchi ?

    su internet però ;-)

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  • 2 Alessandro Corona // Feb 27, 2009 at 9:15 am

    Ottimo articolo. La penso esattamente nello stesso modo.

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  • 3 IT…alia // Feb 27, 2009 at 4:51 pm

    [...] Qui l’articolo. [...]

  • 4 luigis // Mar 1, 2009 at 12:01 pm

    Ciao da qualche tempo in Internet c’e’ una persona che si sta battendo per promuovere la fibra. Stefano Quintarelli (http://quinta.typepad.com/), fondatore di Inet, sta promuovendo da piu’ di un anno il concetto di portare la fibra nelle case degli italiani. Ha lanciato una campagna per promuovere la fibra ottica chiamandola “La fibra che ride” (http://blog.quintarelli.it/blog/2007/05/la-fibra-che-ri.html). Se ti senti di aderire a questa idea metti anche tu il banner sul tuo blog.  Io lo ho gia’ fatto da un po’.
    Per quanto riguarda il problema specifico della fibra ottica, molto di quello che hai detto e’ vero, la politica tenta in tutti i modi di affossare la nostra cultura, la giustizia, l’informazione, il nostro modo di pensare (ma non li abbiamo scelti noi?). E mi sembra logico che avendo al capo del governo il proprietario di 3 o piu’ canali televisivi a dimensione nazionale che la fibra non arrivera’ a casa degli italiani per molto molto tempo. Per la tv on demand spero di godermela quando andro’ in pensione visto che non c’e’ nemmeno l’odore nell’aria.
    Per quanto riguarda il ponte sullo stretto, detto da un siciliano come me, e’ tutto fumo negli occhi. Allo stato attuale non si hanno i soldi per realizzarlo qundi penso che anche il ponte sia uno strumento come tanti altri  per distrarci dai veri problemi di questo paese.

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  • 5 dmaffoli14 // Mar 1, 2009 at 6:49 pm

    gran dell’articolo……penso che le cose che tu hai descritto i nostri governatori neanche sappiano cosa siano. Da noi c’è la paura di internet e la paura di tutto ciò che è informatica applicata all’amministrzione del paese. E’ una cosa che non si può controllare e in un paese dove chi governa è il primo a rischiare di essere smascherato perchè andarsi a complicare la vita?

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  • 6 Valerio // Mar 5, 2009 at 8:18 pm

    Bellissimo!!!
    Postato su: http://www.istitutoinnovazione.org/profiles/blogs/innovazione-la-vera-foto

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