All’inizio vi erano gli schiavi.
Non svolgevano un lavoro, facevano il minimo necessario per poter sopravvivere un altro giorno.
Fu Giulio Cesare che si rese conto che pagando le persone si otteneva di più e meglio.
All’epoca, fin dai tempi delle piramidi, non esisteva e non è esistito per molto tempo, il concetto di lavoratore dipendente. Chi lavorava lo faceva in proprio, era l’imprenditore di se stesso ed al limite era pagato con una parte dei guadagni.
Questi imprenditori erano per lo più dei professionisti, pittori, carpentieri, vetrai, che poi a partire dal medioevo si riunirono in corporazioni per difendere in regime di monopolio i loro interessi e con la forza economica congiunta influenzare la vita politica della città ; insomma un qualcosa di meno sofisticato di Confindustria e Mediobanca ma altrettanto efficace.
Tutto cambiò con l’avvento della rivoluzione industriale. Non vi fù più necessità di avere artigiani, se non per particolari lavori, bastava una macchina per fare QUASI tutto. Quel quasi erano piccole cose che sia per precisione sia per intelligenza nessuna macchina ancora oggi è in grado di realizzare.
Un esempio classico. Vi ricordate tempi moderni con Chaplin. Il suo lavoro consisteva nel girare delle viti per un quarto di giro. Otto ore al giorno. Quanto si può pagare qualcuno semplicemente per girare una vite per un quarto di giro ?
La faccio ancora più semplice. Fantozzi. Il suo lavoro, mi pare nel II tragigo fantozzi, era premere una leva qualora fosse suonato un allarme.
Quanto si può pagare uno per premere una leva. Lo fa anche un bimbo di 5 anni. Si tira la leva e basta. Insomma non è un lavoro specializzato, QUINDI lo pagiamo poco, quasi nulla.
Attenzione. Ho usato volutamente questa logica ERRATA, che ci vuole far credere, siccome il lavoro lo può svolgere ANCHE un bimbo, allora ti pago da bimbo.
In realtà, le cose sono diverse. Quello che si paga non è PIU’ il lavoro svolto, ma il TEMPO di un altro essere umano.
Io sto comprando un’ ora della vita di un essere umano. Un essere umano è qualcosa di costoso. Ha diritti, ha aspirazioni, non è un cane a cui basta l’osso ed un tetto sulla testa con un pavimento di terra. Un essere umano ha diritto all’istruzione, a realizzare se stesso, alla cura di se e della propria famiglia, a godersi i propri figli e vuole anche partecipare alla società con i propri talenti.
Insomma, se io compro otto ore del suo tempo devo dargli il necessario per realizzare tutto questo.
Ed invece, quello che vogliono farci credere è che pagano per il lavoro che facciamo. Ma non è vero.
In altre nazioni, ancora non qui con il nostro sire che è padrone di quasi tutto, ma in altre, dove la gente va a votare gli onesti, hanno introdotto una cosa chiamata Paga Sociale. Il minimo per poter VIVERE come un essere umano.
Io non sono persuaso che questa sia la giusta definizione. Io introdurrei uno STATUS Sociale. Al di sotto di questo non puoi e non devi vivere.
Il mio ragionamento è simile a quello di Platone ed altrettanto pratico.
Se io voglio vivere in una società che è la massima espressione del vivere civile e morale di un essere umano, dove pretendo di potermi esprimere liberamente ed in sicurezza, di realizzare me stesso e di poter crescere i miei figli ALLORA questà società deve essere formata da individui che hanno a disposizione queste possibilità e che sono simili a me socialmente, ovvero individui formati, informati e consapevoli.
Se io fondo le basi del mio STATUS sullo sfruttamento (del lavoro, della mancanza di accesso a fonti d’istruzione e formazione, di risorse) sto creando dei ghetti, che inevitabilmente sfocieranno in violenza fino ad arrivare ad estreme conseguenze.
Sono solo parole, giusto. Come le faccio diventare qualcosa di reale?
Nel solito semplice modo: cambiando le cose. Scegliendo con attenzione chi votare al parlamento; chi costruisce rispettando le regole; chi è pulito; chi racconta i fatti; chi mi informa ; chi fa i miei interessi. (100 persone condannate + 100 ineleggibili per doppio incarico, Vi ricordo che questà è la situazione in Parlamento, altro che mafia).
Cambiare si può: anche ora il 14. E’ la Vostra voce, la nostra voce. Se si è come si è ora è perchè chi è li lo ha permesso (e glielo abbiamo permesso).
Tratto da cosi “Storie della filosofia greca di De Crescezo”, un ameno libro che consiglio a tutti.
“Su un’officina di Napoli è scritto:
Avendo lavorato a sufficienza, oggi vado a pescare.”
E noi, cosa aspettiamo a cambiare per poter permetterci la sua stessa vita ?
Stay Tuned
Il lavoro nella società moderna,
















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4 responses so far ↓
1 Chaos Entalpico // Apr 16, 2009 at 9:32 am
Purtroppo il mercato del lavoro segue semplici regole: quando vi è più offerta della richiesta il prezzo complessivo dei salari si abbassa. Non è la prima volta che l’umanità vive uno scempio simile.
Solo che in passato poteva anche sembrare comprensibile poiché determinate conoscenze non erano alla portata di tutti. Adesso invece pare di essere immersi in un nuovo medioevo ideologico, in cui comanda solo la tv e guai ad andarle contro (attorno l’anno 1000 questo ruolo lo ricopriva la chiesa).
Se quest’opera di sciacallaggio da parte del governo va avanti indisturbata è perché evidentemente le scuole e le istituzioni in generale hanno (anche volutamente) fallito, almeno nella maggior parte dei casi.
Stiamo parlando comunque di un governo che ha gettato le basi del suo successo sull’effettiva ignoranza della sua popolazione. E per ignoranza non mi riferisco alla presenza o meno di un titolo di studio, bensì alla facoltà di dire “non voglio guardare striscia la notizia/il grande fratello/studio aperto” (tanto per citare le tre trasmissioni più dannose nello stivale). Inoltre, va sottolineato che queste mentalità sono state coltivate per anni e per generazioni.
Siamo come in Matrix: se ti ribelli al sistema la gente comune ti odierà, sarà tua nemica. Anche se effettivamente stai combattendo il tiranno di turno, ti ritrovi a combattere una ottusaggine vecchia di generazioni. Il singolo bibmbominkia che ha vissuto solo di televisione, esattamente come i suoi genitori e la sua ragazzetta, non potrà far altro che ignorare gli “eretici” che vengono dall’esterno e credere alle persone che gli sono più care e più vicine.
Tutto questo per dire che il risultato alle elezioni è praticamente scontato e ci sono poche illusioni a riguardo. Il popolo italiano è prigioniero, non fisicamente ma ideologicamente. Le catene sono fatte di nulla, eppure esistono e appaiono insormontabili.
La situazione non cambierà finché certi maiali continureanno a mostrarsi prepotentemente sui mass media. Te la immagini la nostra nazione senza Mediaset per un mese? Te lo immagini a far vedere di botto la realtà a gente che vive in una perenne illusione, per un lungo mese? Accadrebbe proprio quel che hai accennato tu… si sfocierebbe nella violenza fino ad arrivare ad estreme conseguenze.
2 dmaffoli14 // Apr 16, 2009 at 9:37 am
ti giuro che leggendo le prime righe ho pensato….”cavolo Cubasia versione Platone ancora non l’avevo mai letto” poi l’hai citato tu stesso……credo nei corsi e ricorsi storici alla Pascal perchè dalla storia noi non impariamo mai nente e allora adesso siamo tornati all’epoca della schiavitù……speriamo di arriare al nuovo Giulio Cesare sani e salvi
3 Milanese infelice // Apr 17, 2009 at 12:05 pm
Hai pienamente ragione, ho votato 10 l’articolo ma avrei voluto mettere un 11.
Come ero daccordo sull’articolo in cui dici che non si vive, ma si sopravvive.
Butto tutta la vita dietro il pc aziendale per pagare le bollette e mangiare qualcosa…
Ma a parte la lotteria o la prostituzione… cosa si può fare per riuscire a vivere?
E con vivere non intendo avere soldi da far schifo, ma il giosto, e una qualità di vita migliore (con un po’ più di tempo da dedicare a me e ai miei cari)…
E qui ritorna la mia voglia di trasferirmi a Lecce… ma non riesco a trovare nulla
4 ApritiWeb // Apr 18, 2009 at 1:59 am
Pienamente d’accordo sul minimo che garantisca dignità umana a tutte le categorie di lavoratori.
Io dico sempre che siamo ancora nel Medio Evo, sono cambiati i mestieri e le abitudini ma il perverso meccanismo di base è purtroppo sempre lo stesso.
Mi dà il voltastomaco pensare alle centinaia di parlamentari e politici corrotti e condannati che vengono sempre ripescati e salvati in qualsiasi modo facendogli fare il gioco delle poltrone…. dalla provincia alla regione, poi magari in parlamento… e poi quando in Italia ti sei troppo sputtanato faccio dimenticare il tuo nome mandandoti al parlamento europeo per un paio d’anni…. facile no ?
Scusate lo sfogo…
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